In occasione della XXV^ edizione del Cous Cous Fest che si svolge a San Vito Lo Capo, nel Padiglione della Regione Sicilia dell’Assessorato Turismo abbiamo intervistato Carla Spatafora, Area Manager di “Cantine Pellegrino, la nota e storica azienda vitivinicola di Marsala, nel talk “Doc Pantelleria e la valorizzazione del Passito”, condotto da Gianni Paternò

Filo conduttore la scoperta della Perla Nera del Mediterraneo, della sua agricoltura eroica e dei suoi vini DOC. Infatti produrre vino a queste latitudini è una vera propria impresa eroica: in media, infatti, a Pantelleria occorre più del triplo del tempo di lavoro che si richiede in altre realtà territoriali. Le condizioni geografiche estreme, la forte pendenza dei terreni, il forte vento che soffia costante, le limitate disponibilità di manodopera, la scarsità di piogge e l’assenza di sorgenti d’acqua dolce rendono l’attività dei vignaioli un miracolo continuo, premiato però dalla qualità eccelsa dei vini.

Ed è in questo contesto ambientale e paesaggistico difficile che la famiglia Pellegrino a Pantelleria inizia nel 1992, l’attività nell’isola con la fondazione della cantina di vinificazione. Oggi per produrre i suoi eccellenti vini acquisisce l’uva da circa 300 produttori detentori della sapiente arte della viticoltura e delle tecniche di lavorazione millenarie.

“Cantine Pellegrino – dichiara Carla Spatafora – ha in programma l’acquisizione di vigneti nell’Isola anche per incentivare il ricambio generazionale per un’arte difficile come quella della coltivazione dello zibibbo che rischia di andare perduta.Infatti le tecniche di coltivazione dello zibibbo si tramandano di mano in mano, da padre in figlio. Nessuno, infatti, conosce meglio dei contadini panteschi i metodi di potatura e le pratiche agronomiche necessarie per ottenere il meglio dalle coltivazioni sui terreni impervi e selvaggi dell’isola.Un patrimonio di cultura dall’immenso valore come testimonia il riconoscimento Unesco dell’alberello di Pantelleria come patrimonio immateriale dell’Umanità che merita di essere tramandato”

Dai processi di lavorazione delle uve zibibbo o moscato d’Alessandria escono fuori vini straordinari – chiosa Spatafora– come il Nes Passito Naturale di Pantelleria, pluripremiato. Denso di sentori di uva passa, miele, fichi secchi e di frutta candita. Dalle stesse uve zibibbo nascono anche i vini Giardino Pantesco, nelle versioni Moscato Naturale e Passito Naturale. L’appassimento degli acini sui graticci conferisce al Passito una trama intensa di frutta candita ed erbe aromatiche, mentre il Moscato, nato sui terreni freschi situati a più elevate altitudini, esprime la sua delicatezza attraverso le note di pesca gialla, melone e agrumi. Questo rende questi vini da meditazione unici nel loro genere e le richieste dei consumatori ce lo confermano”. 

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