Gli stellati Pino Cuttaia, Andrea Migliaccio, Damiano Nigro insieme a Stefano Mazzone, Michelangelo Citino,ospiti del padrone dello chef di casa Gaetano Basiricò.

Un momento di socialità, a tavola tra amici con ai fornelli grandi chef che si collaborano e scambiano idee ed esperienze. Questo è sempre più il Terre di Shemir Day, l’evento-cena che così anni fa ho battezzato, che ormai interrottamente la famiglia Pellegrino organizza da sette anni a Trapani nel ristorante Serisso 47 di Gaetano Basiricò. La famiglia Pellegrino, guidata da Francesco, Ciccio per gli amici, coltiva uliveti e vigne di grande qualità. Dalla tenuta si ricavano quelli che sono considerati tra i migliori oli extravergini italiani: “U Trappitu” Intenso e Delicato e da qualche anno ottimi vini.

Lia Spallino, Gaetano Basiricò, Stefano Mazzone, Andrea Migliaccio, Piino Cuttaia, Damiano Nigro, Ciccio Pellegrino, Matteo Varotti

Ciccio ormai è costretto a rifiutare la partecipazioni di tanti chef che avrebbero il piacere di essere presenti. Quindi quest’anno niente new entry, sono tornati gli chef storici, quelli che addirittura cucinano le loro specialità dal primo anno fino agli ultimi acquisti della scorsa edizione. I privilegiati invitati hanno quindi potuto apprezzare i piatti di Gaetano Basiricò  il padrone di casa, Damiano Nigro dello stellato Villa d’Amelia a Benevello (Cn), Stefano Mazzone chef del ristorante gourmet Rendez-Vous del Grand Hotel Quisisana di Capri, da 5 anni si è entusiasticamente aggiunto Pino Cuttaia del bistellato La Madia di Licata, da 4 Michelangelo Citino che ha fatto del suo Michelangelo Restaurant a Linate uno dei più apprezzati ristoranti aeroportuali, da 2 anni AndreaMigliaccio bistellato chef de L’Olivo, ristorante gourmet del Capri Palace Hotel, e solo una stella, si fa per dire, del ristorante Il Riccio, pied dans l’eau a pochi passi dalla Grotta Azzurra dell’isola.

Si inizia con l’aperitivo in piedi a base di grandi prodotti: la mortadella e il prosciutto al coltello di maialino nero dei Nebrodi del salumificio Agostino di Mirto (Me), i formaggi a latte crudo del caseificio Optimum di San Pietro Infine (Ce), il meraviglioso salmone delle Far Oer leggermente affumicato con la legna degli Appennini di Up Stream di Parma di Claudio Cerati, accompagnati dalle bollicine di Bellavista.

Memoria visiva

La cena comincia con Pino Cuttaia, che oltre a La Maida e L’Uovo di Seppia a Licata sta per aprire un suo ristorante nello storico Hotel delle Palme in ristrutturazione a Palermo, che ci delizia col suo “Memoria Visiva” un piatto dalla semplicità sconcertante che si rifà ad un ricordo dei piatti della mamma quando una pietanza era ricca di olio per immergervi il pane, lo realizza con filetti di pesce crudo alalunga profumati con i gambetti del prezzemolo sommersi con tanto olio U Trappitu per fare la scarpetta col pane di semola Senatore Cappelli di Peppe Martinez.

Mare di lenticchie

Anche Gaetano Basiricò  con un “Mare di lenticchie” prende ispirazione da un economico piatto presente in tutte le case: la pasta con le lenticchie; lo reinterpreta togliendo la pasta, creando un macco di lenticchie cotte con gli aromi del pomodoro pizzutello, alloro, cipollotto, sedano, arricchito di croccantissime lenticchie fritte, da gambero scottato di Mazara, calamari, totani e seppie; un piatto povero che diventa ricco, consistenze e gusti equilibrati ma decisi.

Tortelli

Stefano Mazzone si è cimentato con una pasta ripiena “Tortelli di patate e provola con sugo di aragosta” e la sua carne con scorze di limoni, perfetta tecnica e fusione di sapori delicati ed intensi. Attendiamo sempre che la guida rossa gli dia un giusto riconoscimento.

Risotto al ragù napoletano

Andrea Migliaccio si ispira alla sua terra col “Risotto al ragù napoletano” reso più complesso da salse allo zafferano e alla provola, finocchietto selvatico, molliche di pane tostato; morbido e croccante con sapori intensi ed identificabili.

Le 3 portate sono state accompagnate dal vino Terre di Shemir Fedire 2018 blend di zibibbo e grillo che sa unire l’aromaticità del primo alla mineralità del secondo. Il ramo vini dell’azienda familiare è curato dalla figlia Irene in società con l’enologo Dino Croce. La campagna invece è il regno del genero Salvatore Di Trapani.

Pollo e la triglia

E’ la volta di Damiano Nigro con “Il pollo e la triglia” petto di gallinella bianca di Saluzzo con la sua pelle resa croccantissima accompagnato da un brodo di triglia; monti e mare in un piatto sapido, dolce, dalle consistenze estreme.

Entrambi abbinati al Terre di Shemir Erede 2018 un grillo dai profumi intensi fruttati e floreali, una piacevole beva armoniosa.

Ogglio, sale e limune

Due dessert, il primo di Lia Spallino la pastry wife di Basiricò con un bicchiere di “Ogghio, Sali e Limune” una crema chantilly montata con l’evo, invece che con la panna, e limoncello, rifinito con olio, fior di sale, limoncello, una salsa di limoni interi e piccole meringhe flambé, un particolare nettoie bouche minimalista ma originale che sa sfruttare la bontà dell’evo dei Pellegrino;

Terra nostra

il secondo doveva essere creato da Michelangelo Citino che non è potuto intervenire mandando il suo aiuto Matteo Varotti che ha presentato “Terra nostra” un dolce che si ispira alla siciliana insalata di finocchi ed arance con mascarpone, arance, finocchi, capperi, olio al rosmarino su un ristretto di arance dolci.

Lara Pellegrino, Stefano Mazzone, Ciccio Pellegrino

Durante la serata la pittrice Giovanna Colomba ha creato in diretta un quadro ispirato al paesaggio trapanese che sarà la nuova etichetta del vino Erede, la musicista Stefania Alcamo col suo violino ha sottolineato alcuni momenti della serata addobbata, come gli altri anni, dalle fantasiose composizioni di Marino Fiori di Rivoli (To). Anche questa volta la famiglia Pellegrino ha omaggiato gli chef con originali magnum decorate con le ceramiche di Giovanna Colomba che saranno riprese nella futura etichetta del vino Paradiso di Lara.

I partecipanti hanno potuto applaudire i piatti e gli chef che più volte hanno invaso la sala ma purtroppo non hanno potuto assistere allo spettacolo in cucina dove i cuochi si aiutavano a vicenda, si consigliavano scambiandosi pareri e battute in un’atmosfera intrisa di allegria e di sorrisi, e sicuramente questo è il motivo principale per cui ogni anno sono ben felici di tornare.

www.terredishemir.com