Il comparto del grano antico e quello delle nocciole guardano all’Europa: da Serradifalco a Montalbano Elicona scatta la mobilitazione per certificare qualità e provenienza.
Due simboli della terra siciliana accelerano il passo per conquistare il riconoscimento dell’Indicazione Geografica Protetta (IGP). Il mondo del grano e quello della frutta secca uniscono le forze con produttori, associazioni di categoria e istituzioni regionali per istituire regole chiare, rafforzare la tracciabilità e costituire i consorzi di salvaguardia necessari a competere sui mercati.
I due percorsi nascono dalla comune esigenza di dare certezze economiche a chi lavora nelle campagne, trasformando una lunga tradizione agricola in un modello di sviluppo certificato e difeso contro le imitazioni.
Reti d’impresa e tutela comunitaria per il grano antico
Sul fronte dei cereali e, in particolare, del grano, l’appuntamento decisivo è fissato a Serradifalco, presso il Molino dei fratelli Ferrara, dove un’assemblea pubblica sancirà la nascita della “Rete d’impresa per la tutela dei grani antichi siciliani”. L’intesa, promossa da Unimpresa Sicilia insieme a Confcommercio Catania e all’Unione Coltivatori Italiani, punta a collegare agricoltori, mulini, laboratori di trasformazione e istituti di ricerca.

L’isola conta circa diecimila ettari dedicati a queste varietà tradizionali e un raccolto annuo di ventimila tonnellate. L’iniziativa, supportata dall’Assessorato regionale all’Agricoltura e dal Ministero, mira a definire le basi del futuro Consorzio di tutela per garantire l’origine delle farine e premiare l’impegno delle aziende locali.
Dai Nebrodi la sfida delle nocciole per difendere il territorio
Parallelamente, l’area dei Nebrodi spinge per ottenere il marchio europeo dedicato alle nocciole dell’isola. In occasione del festival NO.Strano a Montalbano Elicona, i sindaci del territorio, i referenti del Gal Nebrodi Plus e l’Assessorato regionale al Turismo si sono confrontati sui vantaggi legati alla certificazione d’origine.
Oltre a rappresentare un’opportunità di vendita e di promozione turistica, il marchio comunitario serve a sostenere le coltivazioni messe a dura prova dai cambiamenti del clima e dai danni provocati da animali selvatici come ghiri e cinghiali. Creare una filiera unita significa difendere il lavoro di chi produce in montagna ed evitare l’abbandono delle campagne.





