Torna giovedì 25 giugno alle ore 19.00 Green Food, il programma legato al mondo rurale di All Food Sicily, e trasmesso in streaming.

L’argomento preso in considerazione nella puntata riguarderà “l’agricoltura sociale”. Attività che rientra tra le varie voci connesse dell’agricoltura, tanto cara a tante aziende che da anni operano in questo settore senza gli opportuni riconoscimenti regionali.    

Giuridicamente, l’agricoltura sociale è intesa come quell’attività svolta dagli imprenditori agricoli di cui all’art. 2135 del codice civile in collaborazione con i soggetti di cui all’art.1, comma 5 della legge 8 novembre 2000, n. 328, qualora integrino nell’attività agricola, in modo sostanziale, continuativo e qualificante, la fornitura di servizi rivolti all’inclusione sociale, al reinserimento lavorativo, all’assistenza e alla riabilitazione delle persone in condizioni di disagio, come definite dal regolamento (CE) n. 800/2008. Rientrano in tale definizione anche le attività agricole esercitate negli istituti penitenziari. Da qualunque lato la si guardi, la funzione sociale assume delle connotazioni di welfare e di rete solidale.

La normativa nazionale, approvata il 5/8/2015, (e, suc. Decreto n. 12550) introduce la definizione di agricoltura sociale che consente: l’inserimento socio-lavorativo di lavoratori con disabilità e lavoratori svantaggiati, persone svantaggiate e minori in età lavorativa inseriti in progetti di riabilitazione sociale; prestazioni e attività sociali e di servizio per le comunità locali attraverso l’uso di risorse materiali e immateriali dell’agricoltura; prestazioni e servizi terapeutici anche attraverso l’ausilio di animali e la coltivazione delle piante; iniziative di educazione ambientale e alimentare, salvaguardia della biodiversità animale, anche attraverso l’organizzazione di fattorie sociali e didattiche.

Purtroppo la legge non è mai stata recepita dalla Regione siciliana. Normativa, la cui competenza è  degli Assessorati dell’Agricoltura e della Sanità.

Le regioni, nell’ambito dei Piani di Sviluppo Rurale, possono, tra l’altro, promuovere specifici programmi per la multifunzionalità delle imprese agricole, con particolare riguardo alle pratiche di progettazione integrata territoriale e allo sviluppo dell’agricoltura sociale. Inoltre, le istituzioni pubbliche che gestiscono mense scolastiche e ospedaliere possono inserire come criteri di priorità per l’assegnazione delle gare di fornitura la provenienza dei prodotti agro-alimentari da operatori di agricoltura sociale. I comuni prevedono specifiche misure di valorizzazione dei prodotti provenienti dall’agricoltura sociale nel commercio su aree pubbliche; gli enti pubblici territoriali prevedono criteri di priorità per favorire lo sviluppo delle attività di agricoltura sociale nell’ambito delle procedure di alienazione e locazione dei terreni pubblici agricoli; gli enti pubblici territoriali possono dare in concessione, a titolo gratuito, anche agli operatori dell’agricoltura sociale i beni immobili confiscati alla criminalità organizzata.

Parteciperanno al dibattito:

Margherita La Rocca Ruvolo, Presidente commissione Sanità;

Salvo Cacciola, Presidente della Rete delle fattorie sociali siciliane;

Salvatore Tosi, Direttore del Gal “Metropoli Est”;

Olindo Terrana, Direttore del Gal “Sicilia Centro Meridionale”;

Luciano D’Angelo, Presidente della Cooperativa So.Svi.le (Solidarietà, sviluppo e legalità);

Giovanni Guccione, Dirigente del Crea e Presidente della fattoria sociale “Guccione” di Alia;

Nino Sutera, Direttore del Parco Carboy dell’Ente Sviluppo Agricolo;