Giuseppe Frusteri del Consorzio Opan

Tra i settori penalizzati dal periodo di crisi va incluso anche quello dei Salumi Italiani Tutelati. In Sicilia per avere il polso della situazione abbiamo raccolto la testimonianza di Giuseppe Frusteri presidente dell’OPAN, Organizzazione Prodotto Allevatori Nebrodi, costituito nel Novembre 2016 e che si occupa di organizzare la produzione e la commercializzazione dei prodotti di Suino Nero dei Nebrodi, tra l’altro l’unica OP del sud Italia ha creato un marchio collettivo di qualità denominato “Prosciutto dei Nebrodi.

Presidente Frusteri, conclusa la fase critica della crisi Covid-19, che bilancio trarre dalle vendite dei prodotti a marchio Suino Nero dei Nebrodi ?

Purtroppo registriamo un calo dei fatturati del 70%, le cause  fondamentali sono imputabili alla minore disponibilità economica  che vede diverse categorie di lavoratori penalizzati dalla mancanza di introiti e pertanto dal potere di acquisto sensibilmente ridotto che li  ha portati e li porterà, anche per i prossimi mesi, realisticamente, a un cambiamento nei modelli di consumo, ovvero scelte di acquisto che potrebbero ragionevolmente far propendere verso prodotti di ‘primo prezzo’ e non verso quelli tutelati. Altra concausa del crollo dei consumi va imputata alla chiusura del canale HoReCa (ovvero il mondo legato alla ristorazione – che per quanto riguarda i salumi include anche i bar e le pizzerie – agli hotel, al catering), che per i nostri salumi di nicchia costituisce un importante canale di commercializzazione.

Qual è lo stato d’animo degli allevatori e dei produttori in questa fase ?

La situazione degli allevatori ad oggi è a dir poco drammatica, vi è una doppia problematica, l’una riguarda i magazzini pieni di prodotti invenduti. I produttori, conclusa la fase di stagionatura, nel periodo primaverile, quando si registra un’impennata di consumi, erano pronti a immettere sul mercato i salumi. Il consumo si è bloccato, per le note vicende e ad oggi i produttori devono fare i conti con ingenti scorte di magazzino da smaltire. Ma la vicenda che pesa maggiormente sui conti economici delle aziende, sono i costi maggiorati negli allevamenti, dove non è opportuno macellare, tenuto conto del prodotto ancora invenduto e di conseguenza chi si trova a gestire allevamenti con 500/600 maiali, li devi continuare ad alimentare con costi che continuano a lievitare.

Riuscite a incidere e a sensibilizzare le Istituzioni sui temi legati a un settore produttivo strategico per tutto il comprensorio dei Nebrodi?

Paghiamo il conto di una scarsa capacità di rappresentanza delle nostre istanze nei tavoli istituzionali che contano, probabilmente non riusciamo a incidere nelle scelte e nelle priorità della politica per l’esiguo numero degli allevatori che non fanno massa critica elettorale. Il settore in fase pre-coronavirus, registrava delle criticità e delle difficoltà operative che oggi si sono acuite, teniamo conto che la produzione del suino nero dei Nebrodi è trainante per l’economia e l’indotto agroalimentare, gastronomico e turistico dell’intero comprensorio Al nostro settore  è collegato il comparto della produzione delle provola e dei prodotti caseari in genere e la nostra eccellenza costituisce una componente importante dell’appeal e dell’attrattività turistica enogastronomica del territorio. Questo mi induce, a nome di tutti i componenti della filiera, a lanciare un grido d’allarme alle istituzioni e alla autorità competenti affinchè si adoperino per venire incontro alle esigenze dei produttori al fine di salvare un comparto strategico per le sorti dell’economia del comprensorio dei Nebrodi

Quali sono gli interventi necessari per risollevare le sorti del settore?

Da subito il settore necessita interventi di accompagnamento al superamento della crisi che mettano in campo risorse a fondo perduto per un ristoro immediato e forme di finanziamento a medio e lungo termine che ci consentano di rimettere in moto in maniera virtuosa il ciclo produttivo. Occorre sensibilizzare le Istituzioni per mettere in atto misure di sostegno che puntino alla valorizzazione dell’immagine del prodotto, con iniziative di comunicazione e di informazione, ma soprattutto occorre l’adozione di adeguate pratiche commerciali  e azioni di tutela che non rischino di svilire, in questa fase delicata, l’immagine e la reputazione nostro marchio e degli sforzi dei nostri allevatori e produttori. Dall’efficacia di queste azioni dipenderanno le sorti economiche di un comparto produttivo e di un intero comprensorio.