La Guida seleziona le strutture stellate dalle location più insolite al mondo. Tra abissi norvegesi e vette alpine, la Sicilia trionfa grazie all’atmosfera unica di una grotta millenaria a Ragusa Ibla.
L’alta cucina internazionale si muove sempre più spesso lungo il confine sottile che separa il sapore dall’emozione visiva. A confermarlo è una recente e sorprendente mappatura globale firmata dalla celebre Guida Michelin, che ha deciso di incoronare i ristoranti stellati situati nei contesti geografici e architettonici più straordinari e inaspettati del pianeta.
In questa galleria di meraviglie mondiali, che attraversa scenari futuristici e paesaggi ai limiti della natura, brilla una sola e prestigiosa bandiera italiana. Si trova nel cuore del barocco siciliano, a Ragusa Ibla: un’antica grotta naturale fa da palcoscenico a una delle esperienze gastronomiche più intime e suggestive del Paese.
La perla di Ragusa Ibla: l’autenticità scavata nella pietra
All’interno di questo mosaico dominato da bellezze ingegneristiche e vette tanto naturali quanto vertiginose, l’inclusione della Locanda Don Serafino propone una declinazione del concetto di “stupore” completamente differente. Il ristorante ragusano non punta, infatti, sulla tecnologia d’avanguardia o sulle sfide alla gravità, bensì sul potere della storia e della pietra. Ricavato dentro una suggestiva grotta naturale nel tessuto storico della città, questo ambiente ipogeo avvolge i commensali in un abbraccio all’insegna della roccia che amplifica il fascino di ogni singola portata.
In questo teatro sotterraneo, lo chef Vincenzo Candiano elabora un codice culinario di altissimo livello, capace di far dialogare la memoria dei sapori isolani con la ricerca contemporanea. I piatti proposti non subiscono l’ambiente, ma si integrano armoniosamente: la tradizione siciliana viene riletta attraverso tecniche moderne e uno studio profondo delle materie prime locali, dando l’impressione che ogni ricetta sia stata pensata per completare lo spazio millenario che la ospita. E il risultato è a dir poco straordinario, oltre che memorabile per chiunque abbia la fortuna di assaggiare le prelibatezze proposte.
Il valore dell’identità territoriale secondo la Guida Michelin
Gli ispettori della Guida Michelin hanno voluto premiare proprio questo legame indissolubile, evidenziando come l’architettura della Locanda Don Serafino non sia un semplice elemento decorativo o un contorno estetico, ma una parte fondante e insostituibile dell’esperienza stessa. A differenza di altre mete create a tavolino per generare meraviglia, la grotta di Ragusa Ibla affascina per la sua profonda autenticità e per il suo radicamento storico, caratteristiche che la rendono irripetibile altrove.

La presenza della Sicilia come unica tappa italiana in questa prestigiosa selezione globale dimostra che l’inatteso non deve necessariamente scaturire da un effetto speciale o da un azzardo architettonico. A volte, la prima forma di meraviglia non ha bisogno di essere inventata dal nulla: esiste già, custodita dal tempo e scavata nel cuore della roccia.
Un giro culinario intorno al mondo
La rassegna della Guida Rossa si configura come un vero e proprio viaggio intorno al mondo, studiato per premiare quei locali capaci di tramutare l’ambiente circostante in un elemento d’impatto fondamentalmente per la cena.
L’itinerario tocca latitudini estreme: in Norvegia si viene accolti dall’avveniristico Under, un ristorante sommerso a cinque metri sotto la superficie del Mare del Nord, dove una gigantesca parete di vetro offre una visuale ravvicinata sui fondali oceanici.
Spostandosi a Copenaghen, invece, l’ormai leggendario Alchemist reinterpreta l’atto del mangiare come un percorso teatrale e immersivo fatto di messaggi sociali e spettacolari installazioni. La Germania, d’altro canto, risponde con l’esperienza multisensoriale di Eatrenalin, situato all’interno di un parco divertimenti e caratterizzato da poltrone fluttuanti che muovono gli ospiti tra stanze diverse, mentre sulle vette delle Alpi austriache svetta Ice Q, una struttura di vetro e acciaio sospesa a tremila metri d’altezza che sembra uscita da una pellicola cinematografica.





