Street food: ben più di una moda. “Sarà l’anglismo a fuorviare, ma il cibo di strada (o, come dicono alcuni, il “mangiari di strada”) è uno dei pilastri della nostra cultura alimentare”. Le parole di Pina Sozio, curatrice della Guida Street Food 2021 del Gambero Rosso, non lasciano spazio a dubbi. Proprio per valorizzare food truck e piccole botteghe, realtà spesso colpite dal recente lockdown, la nuova edizione del volume dedicato al cibo da strada italiano è stata presentata al pubblico lunedì 20 luglio. Sia la conferenza stampa che la cena a tema, con assaggi dei locali premiati lungo tutto lo stivale, si sono svolte presso il ristorante Mediterraneo al MAXXI di Roma (che pochi giorni prima aveva ospitato l’evento dedicato alla Guida Pani &Panettieri d’Italia: qui un’anteprima dei migliori panifici siciliani).

Anche quest’anno la Sicilia ha riconfermato una forte vocazione allo street food, trampolino di lancio per l’economia e la promozione del territorio. L’abbiamo visto durante la conferenza, con il bellissimo intervento in diretta web di Catena Fiorello Galeano, autrice del libro Cinque donne e un arancino“, che ha valorizzato il ruolo del fritto a base di riso come simbolo di aggregazione sociale, identità, ma anche soluzione creativa per riutilizzare il cibo avanzato. E ancora, l’arancino come metafora dei siciliani, rivestito da una fragrante corazza di panatura che racchiude un cuore morbido e filante.

Per rimanere in tema (ed entrare nel vivo delle eccellenze siciliane premiate) il campione regionale di quest’anno, Cantunèra Ibla a Ragusa, ha deliziato gli ospiti della presentazione con un variegato set di arancine al piatto. Ardua la scelta fra tre versioni ad alto tasso di golosità: l’Arancina scoperchiata di carne (con ragù di Pezzata Rossa della Maremma Laziale e fonduta di Caciocavallo Ragusano Dop), di pesce (con nero di seppia su ricotta vaccina dolce e zeste di limone) e vegetariana (con stufato di Cipolla di Giarratana IGP, Pachino e cialdina croccante di Caciocavallo Ragusano Dop stagionato).

A fine serata, sempre presso il corner dello chef Alessandro Pace, sono arrivati i cannoli -unico dolce in programma- farciti al momento con ricotta vaccina, granella di pistacchio di Bronte e scorzetta d’arancia candita. La loro fama ha varcato anche i confini nazionali: l’estate scorsa sono stati lodati dal The Guardian in un articolo di Rachel Roddy. Da applausi (e da bis, aggiungiamo noi). Oltre a portare a Roma le sue specialità, Cantunèra Ibla ha lanciato anche un forte messaggio: lo chef Pace ha voluto ricordare sul palco della premiazione Paolo Borsellino, per rafforzare l’immagine di una regione che guarda avanti conservando la memoria del passato.

Ma torniamo alla guida. Fra gli indirizzi da non perdere troviamo molti nomi segnalati gli scorsi anni: dagli storici mercati (come La Vucciria e il Mercato di Ballarò a Palermo, punti di riferimento per le stigghiole migliori della regione) alle pasticcerie (fra cui la modicana Antica Dolceria Bonajuto, con i suoi ‘mpanatigghi ripieni di manzo e cioccolato, e la palermitana Pasticceria Alba, che propone sfizi dolci e salati dalle 7 a mezzanotte). Non sfigurano i panifici, che hanno studiato formule ad hoc anche per una merenda pret a porter (menzioniamo il Panificio Guccione a Palermo e il Panificio Puma San Carlo a Ragusa, insieme al Forno Biancuccia a Catania). Per non parlare di bar, caffè, gastronomie e botteghe: le attività elencate sono davvero molte, a conferma della ricchezza che da sempre caratterizza lo street food siciliano.

Oltre alle conferme, poi, troviamo una serie di new entry, che abbiamo deciso di svelarvi in esclusiva. Iniziamo da Messina: le novità da non perdere sono la Cannata- La Boutique del Pane e Il Panificio Laganà. Sempre nella città dello stretto Tommaso Cannata, oltre a filoni e pagnotte realizzati con grani scomparsi, sforna anche pidoni (sfiziosi calzoni fritti), arancini messinesi, pizza in teglia e un buon assortimento di focacce farcite, ma se siete dalle parti di Milano andate a visitare il suo I Compari Bistrot Cannata Sicilian Bakery dove gusterete tutte le sue specialità. Nel Panificio Laganà (che “da sempre cura la proposta in modo attento ed esperto“, come leggiamo in guida) il cibo da strada si declina in sfingi di riso, arancine al ragù, pitoni con la scarola e sgagliozze di mais; una nota di merito va al comodo servizio di consegna a domicilio, che la famiglia gestisce con attenzione.

Sotto i portici di Modica il nuovo arrivato è Nirìa Fritt Food. Qui si gustano cuoppi di terra e mare, fish ‘n Chips a base di filetto di baccalà e pizze fritte in tre versioni: calzoncini (150 g), tonde (300 g) o degustazioni (4 pizzette). Il tutto accompagnato da birre, vini al calice o soft drink, abbinati anche a taglieri di salumi e formaggi.

Ci spostiamo ora a Palermo, dove l’offerta street food si amplia con tre nuovi indirizzi. Fud Bocs, il chiosco stagionale di FUD Bottega Sicula, valeva una visita per l’assortimento di panini realizzati con prodotti isolani selezionati, purtroppo quest’anno chiuso causa Covid, ma si possono gustare le stesse specialità nel locale in centro a Palermo con tanti tavoli all’aperto. Un esempio? Il Blufish con sgombro, cipolla rossa in agrodolce, olive cunzate e capperi in tempura. Il cuoco Natale Giunta, invece, punta sul fritto di qualità da Passami Ù Coppu. Fra arancine, crocchè rascatura, panelle, pesce di paranza, calamari e panzerotti, da questa insegna palermitana si esce sempre sazi e felici. Chiudiamo in bellezza a Ragusa con Delicatessen in drogheria, un locale dalle molte anime: bottega, gastronomia e panineria. La guida consiglia le bruschette di pane nero, i panini (di ben 30 tipi diversi) e le insalatone da comporre a piacimento. E poi “un’ottima carta del beverage, con birre e cole artigianali, soft drink siciliani, succhi e centrifughe di frutta e verdura fresche”. Perché in Sicilia si mangia e si beve bene, dobbiamo proprio dirlo.