I birrifici artigianali hanno pagato un prezzo caro, registrando una contrazione del fatturato nei mesi del blocco e della chiusura del circuito dell’horeca (pub, ristoranti, pizzerie , hotel etc…). Alcuni produttori si sono fatti trovare pronti con l’ e-commerce, altri ci hanno lavorato in corsa, moltissimi continuano a lavorare grazie al delivery e alle consegne a domicilio. Nella classifica delle preferenze, di quanti durante il lockdown ha acquistato online, le produzioni italiane artigianali (che per la legge nazionale sono quelle prodotte da aziende che non superano il volume di 200 mila ettolitri) hanno rappresentato il 77,7%. Oltre a rivelarsi una modalità pratica ed efficiente in periodo di quarantena, l’e-commerce, infatti, ha avuto anche il vantaggio di far scoprire ai consumatori nuovi prodotti.

Parliamo comunque di una filiera estremamente collegata: per quanto i birrifici possano continuare a produrre, i loro principali canali sono i locali specializzati e i distributori che lavorano quasi esclusivamente le birre artigianali per i pub stessi. Se si spezza un anello della catena, tutto il settore è seriamente a rischio.

La Sicilia non è risultata immune da questa crisi. Nel quadro nazionale si è ritagliata uno spazio importante difatti oggi tra microbirrifici, Beer Firm e Brew pub in Sicilia vi sono quasi 75 aziende. Un boom maturato in meno di dieci anni, nello stesso arco di tempo in cui il settore in Italia, secondo le stime di Assobirra, è cresciuto dell’824%. La Sicilia si sta rivelando una delle regioni più dinamiche nella crescita di imprenditori nel settore dei microbirrifici con una produzione sia diretta che indiretta.

Tra i protagonisti di questa crescita poderosa, abbiamo sentito Gaetano Bucaro, titolare del birrificio artigianale Birra dei Vespri che partendo dalla connotazione produttiva di Beer Firm oggi produce nel proprio stabilimento di Altavilla Milicia.

Qual’è la situazione commerciale del settore della birra artigianale all’indomani della riapertura del settore horeca?

Assolutamente critica. La clientela per i birrifici artigianali è costituita per lo più da bar, ristoranti, pub e pizzerie che sono stati chiusi per un paio di mesi e, adesso, anche se possono aprire, hanno ancora i magazzini pieni e poi, comunque, con tutte le restrizioni che devono rispettare, il consumo sarà ridotto per molto tempo. Le manifestazioni, ulteriore canale di consumo, al momento, sono sospese e quindi il mercato in questa direzione è totalmente fermo. Il settore stava girando bene. Il virus lo ha massacrato dal punto di vista economico. La gran parte dei biriifici artigianali hanno bloccato la produzione perché i magazzini sono pieni.

Le provvidenze e gli aiuti pianificati dallo stato stanno alleviando le sofferenze e le criticità economomiche delle aziende ?

L’impatto è modesto, innanzitutto vi sono difficoltà oggettive per accedere ai prestiti di 25.000 euro che costituirebbero una boccata d’ossigeno e soprattutto dobbiamo registrare che lo Stato pur con la riduzione dell’accisa avvenuta dopo una lunga trattativa con lo Stato, ci obbliga a pagarla anche in questo periodo di estrema difficoltà. L’accisa va pagata all’atto della produzione e chi vuole produrre deve pagare. In tempi normali, se vendi hai la liquidità. Con il coronavirus ci sono stati incassi all’osso che non hanno coperto quanto abbiamo versato sulla quantità di birra prodotta. In ogni caso, ricominciando a vendere non potremo chiedere ai clienti di pagare subito perché anche loro hanno i nostri problemi di liquidità.Ed è quella che manca per far girare bene un’attività in quanto le spese ci sono sempre. E gli aiuti dello Stato di queste settimane non bastano a risolvere la situazione”.

Che prospettive per il settore della birra artigianale e per la tua azienda? 

Speriamo di poterci riprendere in tempi rapidi, perché il nostro settore è comunque collegato a tanti altri in estrema difficoltà come il nostro. Il 2020 però sarà un anno molto critico e il percorso non potrà che essere in salita, ma sono fiducioso e professo l’ottimismo di volontà per una ripresa che vedrà protagonista, nel medio periodo, tutto il movimento siciliano delle birre artigianali.