Il crollo del fatturato riguarda circa il 65% delle attività commerciali che registrano perdite rilevanti e solamente un’esigua percentuale di negozi esattamente l’8% ha incrementato il volume d’affari. Va registrato che la quasi totalità di quanti appartengono al settore horeca, bar ristoranti, pizzerie, pasticcerie etc, rientrano nella fascia di quanti hanno subito un tracollo degli incassi.

Si avvicina fine anno ed è già tempo di bilanci basati non solamente sulla percezione di settori vitali per la nostra economia in evidente affanno, delle grida d’allarme lanciate dalle associazioni di categoria che rappresentano il settore horeca e dalle dirette proteste messe in scena dai titolari delle attività. Oggi cominciano a uscire i dati che impietosamente fotografano uno stato d’animo già noto.

Dopo la lieve ripresa dei mesi estivi che ha registrato un rimbalzo che faceva ben sperare, la seconda ondata della pandemia, fa temere un ulteriore recessione che si porterà dietro inevitabilmente un incremento del livello di disoccupazione, anche perché la domanda è debole e vi è timore di spendere da parte dei consumatori e mettere in circolo risparmi per le emergenze.

Quello che preoccupa è il livello di fiducia che si riscontra tra titolari di attività e soprattutto tra i consumatori che è ridotto ai minimi termini e questo non lascia ben sperare per la stagione degli acquisti natalizi che già negli anni pre-covid, si sarebbe avviata.

Crollo del livello di fiducia

 Il mese di dicembre che si approssima è il periodo dell’anno che porta grandi novità e grandi ventate di ottimismo, generalmente per il clima natalizio, per le festività che si susseguono, per le occasioni di convivialità da condividere con amici e parenti a cui si aggiungono le tredicesime mensilità che incassate nel mese di dicembre, si riversano nel settore dei consumi prettamente natalizi.

 Tutte opportunità per accendere oltre che le luci natalizie anche l’economia e soprattutto il settore dei consumi dell’agroalimentare, della ristorazione e della pasticceria.

 Ebbene il dicembre 2020 con le restrizioni dovute alle misure anti-covid 19, determinerà un’ulteriore freddura dei consumi rispetto alle attese e alle aspettative di quanti, ristoratori, titolari di pub, pizzerie e bar, contavano dopo le perdite registrate nel lockdown primaverile di risollevare le sorti delle loro attività nel periodo di fine anno dove tradizionalmente i consumi aumentano. Questo avverrà parzialmente e metterà a dura prova la tenuta e la sopravvivenza di molte imprese e piccole attività che operano nel settore horeca.

 Difficilmente i ristori e le provvidenze approntate dal governo nazionale costituiranno un paracadute e una salvaguardia per molte attività che vedono messa in seria discussione il loro futuro.