C’è voglia di ripartire nel mondo della ristorazione e della pasticceria in Sicilia. Una testimonianza  emblematica ce la fornisce Carmelo Sciampagna, pasticcere emergente della scuola siciliana, dall’osservatorio delle sue pasticcerie, una a Marineo, paese natale a 40 km da Palermo e l’altra nel capoluogo siciliano a due passi dal teatro Politeama .

 Classe 1978, diplomatosi all’Istituto Alberghiero Borsellino di Palermo, Sciampagna si forma alla scuola di Iginio Massari, grande maestro tra i pasticceri italiani e fondatore della scuola Maestri Pasticceri Italiani, per poi maturare esperienze professionali in giro per il mondo come maître pâtissier in Malaysia, Thailandia, Brasile, Messico, Repubblica Dominicana e Spagna. Esperienza e passione che gli hanno consentito di conseguire successi e riconoscimenti e tra tutti basta citare  il 1° posto assoluto per il miglior pezzo artistico, miglior cioccolatino e premio della stampa italiana al Campionato Italiano di Cioccolateria del 2007. Nel 2011, finalmente Carmelo corona il sogno di aprire nel suo paese d’origine la “Sciampagna Pasticceria a Marineo”, dove mette a frutto le esperienze fatte in giro per il mondo.

E dopo averlo tanto programmato finalmente nel 2018 l’approdo a Palermo con l’apertura in via Wagner 8/c, in pieno centro storico di una pasticceria che per l’eleganza e il glamour che sprigiona e la qualità e la raffinatezza dei prodotti che propone, si è meritata l’appellativo di boutique.

Maestro che bilancio e considerazioni si possono trarre da questi primi giorni di riapertura di bar e pasticcerie ?  

Il calo del fatturato si attesta intorno al 70 % ed è uniforme in tutto il territorio nazionale, come risulta dal confronto con i colleghi di tutta Italia.

Quando pensa che si possa tornare ai livelli precrisi?

L’estate alle porte ci porterà una ripresa lenta, occorrerà attendere l’autunno inoltrato e il periodo prenatalizio, salvo impennate dei contagi, per pensare di ritrovare bar e pasticcerie piene e ritrovare il gusto e il piacere da parte dei clienti di ritrovarsi e consumare.

E nel frattempo come si affronta il periodo critico ?

Occorre programmare e pensare al futuro, per farsi trovare pronti quando entro l’anno si tornerà, speriamo, ad una normalità che tutti auspichiamo. In Sicilia dobbiamo fortemente credere e investire su un progetto di sviluppo che deve vedere protagonista e trainante il turismo gastronomico che può contare su una grande tradizione della pasticceria che va però rielaborata.

La crisi quindi non può fermare l’evoluzione e i cambiamenti in atto, lei è fiducioso?

La mia vita personale professionale son un inno all’ottimismo, partendo da una piccola realtà di provincia come Marineo, ho studiato, mi sono professionalizzato e formato, ho girato il mondo per tornare con orgoglio e determinazione a casa mia, approdando infine anche con un punto vendita  a Palermo. Una grande capitale del gusto, una realtà in movimento dove la crescita dei flussi turistici degli ultimi anni ha dato una spinta all’innovazione e alla crescita economica.  Personalmente provo, con il bar pasticceria di via Wagner, a dare un contributo alla crescita della qualità dell’offerta e dell’evoluzione e al cambiamento delle tendenze nel campo della pasticceria.

 Che prospettive s’intravedono per il movimento della pasticceria in Sicilia ?

A Palermo e in Sicilia vi è una grande scuola e tradizione e occorre guardare con attenzione alle giovani generazioni. Le scuole di formazione svolgono un ruolo importante ma occorre un cambio culturale e di approccio dei genitori che devono trasferire la cultura dell’impegno e dei sacrifici. Per conseguire traguardi professionali importanti nel nostro settore, la passione deve andare di pari passo con l’impegno e la dedizione al lavoro e su questo fronte noi siciliani siamo deficitari e scontiamo ritardi culturali. Nelle scuole di alta formazione di pasticceria è prevalente la presenza di ragazzi provenienti dal settentrione, dove la cultura del tirocinio, della gavetta per gradi e dello stage, è consolidata. Occorre però insistere, perché tante sono le potenzialità della tradizione pasticcera siciliana, va recuperata però la memoria storica delle antiche ricette e creare canali di comunicazione diretta tra scuole di formazione e i professionisti del settore, dal momento che in Sicilia persiste uno scollamento che non aiuta i giovani a crescere professionalmente.

Ci lascia con un messaggio di speranza, vorremmo sapere quale sarà il prossimo obiettivo da conseguire per la crescita della sua azienda?

Sicuramente lo sviluppo dell’e-commerce, la crescita nell’ultimo anno è poderosa e quanto accaduto in questi mesi darà una spinta propulsiva. Ma non bisogna improvvisare ed è necessario avviare investimenti mirati affidandosi a professionisti del settore.