Se fosse stato ancora vivo il buon Giorgio Gaber, per gli amici “Il Signor G”, avrebbe sicuramente aggiunto un altro rigo al suo celebre brano “Destra-Sinistra”, collocando chissà dove i “Voucher in agricoltura” tra le cose di destra o di sinistra.

Il brano, dice Roberto Manfredi, “non è solo una canzone apparente satirica, è una fotografia iperrealista dello stato culturale e politico del nostro Paese, che ancora oggi ci rappresenta a 360 gradi. Un testo attualissimo anche se scritto nel 1994, e poi ripubblicato nel 2001. Allora il neo populismo non era ancora nato ma già  Gaber aveva previsto la perdita di identità di questi due schieramenti ideologici e la grande confusione politica conseguente”.

Ci scusiamo nell’aver disturbato il sonno eterno del mitico Giorgio e lo ringraziamo, come sempre, per il suo contributo a dipanare l’argomento dei “Voucher in agricoltura” se sono di destra o di sinistra.

Da diversi assessori regionali all’agricoltura arrivata la richiesta di ripristinare i “Voucher in agricoltura”. Per l’assessore regionale Giuseppe Pan è importante che si: “dia una risposta occupazionale a  cassaintegrati, disoccupati, studenti e pensionati, che hanno voglia di impegnarsi e di vivere onestamente, di integrare i loro sussidi prestando il loro lavoro nei campi. Ma per fare questo servono i voucher, uno strumento semplificato e tracciabile per pagare nella legalità prestazioni occasionali ma non sporadiche”.

La ministra Bellanova continua ad affermare l’idea di regolarizzare 600.000 stranieri per lavorare in agricoltura. Ma lo sanno tutti che un provvedimento del genere non risponde alle esigenze di stagionalità del mondo agricolo.

Per rafforzare la regolarizzazione dei migranti, la Ministra, sostiene che c’è una ragione “sanitaria” in virtù dell’emergenza coronavirus ancora in atto: «Se queste persone saranno costrette a rimanere nei ghetti, irregolari e invisibili, sarà un rischio enorme per la loro salute e per quella dei cittadini italiani».

Comunque, il problema non riguarda solo esclusivamente gli stranieri dell’agricoltura. Molti di questi sono utilizzati nel turismo, nell’edilizia, come badanti, nelle famiglie, ecc., lavori che, per necessità e bisogno, sono tornati a farli nuovamente molti italiani.

Ragione per cui occorre un provvedimento che tenga conto, una volta per tutti, di riordino che faccia chiarezza in un’area grigia del variegato mercato del lavoro italiano.

Un provvedimento senza alcuna discriminazione che tenga conto dei lavoratori italiani ma anche stranieri, restituendo a tutti dignità e sicurezza lavorativa legale. E se per la fretta il provvedimento non sarà perfetto, col tempo può essere aggiustato e migliorato, nel frattempo è meglio sbrigarsi perché la stagione agricola, turistica e dei servizi è alle porte e c’è l’esigenza di recuperare il tempo perduto.

Per quanto riguarda il resto, lasciamo che gli elettori collochino il provvedimento nella strofa della canzone “Destra-Sinistra” dell’indimenticabile “Signor G” tra le cose di destra o di sinistra.