Idee e proposte per far ripartire subito l’economia turistica a Taormina

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Appena un anno fa, si respirava tra gli operatori che ruotavano intorno al settore turistico, un’atmosfera improntata all’ottimismo.

Si festeggiava il 2019 con numeri strabilianti da record, un milione e 150mila registrate. Vi erano tutti i presupposti per un 2020 da record, il bilancio finale consegna invece alla storia un’anno da incubo, dal quale Taormina tarda a risvegliarsi. Scenari e numeri da dopoguerra, crollo della tassa di soggiorno (introdotta nel 2013 e incassata dal Comune), dai 3 milioni e 400 mila del 2019 a poco più di 800.000 euro,un segnale indicativo della dèbacle turistica. Altro indicatore il crollo del 70% degli utenti della funivia che da un milione di presenze del 2019, si sono ridotte a 300.000 circa nel 2020.

Numeri che c’introducono a una una crisi che non ha eguali e che ha avuto ripercussioni sul sistema economico del comprensorio taorminese che vive d’indotto turistico. Un’economia diffusa che si regge per l’85% sui flussi del turismo internazionale, che difficilmente tornerà in massa nel 2021. Una ripresa, che sarà quindi lenta e flessibile, proprio perché fortemente correlata ad un mercato internazionale che sarà l’ultimo a ripartire.

Pietro D’Agostino

A rendere tangibile la preoccupazione che serpeggia tra i commercianti a Taormina è il presidente dell’ACT ( Associazione Commercianti Taormina) lo chef stellato Pietro D’Agostino, che non nasconde timori e incertezze.

Presidente qual è la stato d’animo degli operatori a Taormina e quali prospettive s’intravedono per l’anno che è appena iniziato?
La città appare come paralizzata, l’apparato produttivo che ruota intorno alle attività turistiche è fortemente provato da una crisi improvvisa e imprevista che è calata come una mannaia su una realtà che ha visto crescere, in questi anni, il mercato turistico internazionale. Sarà dura per gli operatori superare le criticità, dal momento che i costi di gestione da sopportare, a partire dal costo degli affitti, sono elevati e tutte le proiezioni ci riportano al 2024 per ritornare ai livelli pre-covid. Oltre i tradizionali flussi provenienti dall’Inghilterra, Francia e Stati Uniti, significative sono state negli ultimi anni le presenze russe e cinesi. Ora tutto si è bloccato e anche nel 2021 si prospetta un clima d’incertezza. Ripartirà il mercato nordeuropeo e quello di prossimità, che sconterà però una ridotta capacità di spesa, ma per quello di più lungo raggio occorrerà aspettare. Determinante sarà la modalità con la quale le compagnie aeree faranno ripartire il traffico aereo per le destinazioni del mercato europeo che in questo momento è azzerato.

Che iniziative concrete state pianificando ?
Come Associazione Commercianti siamo in diretto contatto in un confronto continuo con l’amministrazione comunale, per la ricerca e di soluzioni e l’attivazione di politiche di sostegno, in maniera che si possa ripartire con la marcia giusta, massimizzando la voglia e il desiderio che la gente avrà, superate le limitazioni della pandemia, di viaggiare. L’amministrazione comunale ha avuto rimborsata dal governo nazionale la quota dell’imposta di soggiorno persa nel 2020 e con la dotazione di più di 3 milioni di euro, abbiamo proposto di attivare un’incisiva campagna di marketing e di promozione pubblicitaria, un potenziamento dei servizi, prevedendo anche una scontistica, con ampliamento degli orari di apertura. Infine sull’esempio di quanto fatto in questo frangente dal comune di Firenze, abbiamo proposto d’ indire un concorso di idee per i giovani professionisti in maniera da finanziare le proposte ritenute valide per la promozione del turismo. Iniziative che servirebbero a rilanciare l’offerta turistica, tenuto conto che nostro comprensorio gode di un vantaggio competitivo, perché anche se la concorrenza turistica è notevole, per fortuna Taormina è un marchio, un brand noto.

Basterà questo come elemento motivazionale per far tornare i turisti?
Sicuramente no, con realismo si fa strada la consapevolezza che per riprendere lo scettro di Perla dello Jonio, occorrerà faticare per recuperare le quote di mercato e le prospettive di crescita. Taormina non potrà crogiolarsi sulle rendite di posizione acquisite, occorrerà reinventarsi, ammodernare l’offerta dei servizi turistici e riconquistare la fiducia della clientela. Allo sforzo degli operatori si dovrà aggiungere anche quello delle Istituzioni sia comunali che regionali che dovranno essere al nostro fianco in un lavoro che non sarà ne semplice e immediato e necessiterà pazienza, volontà, perseveranza, tenacia e tanta creatività.

Occorre agire in fretta perché temo che molti non riusciranno a reggere i tempi dì attesa della ripresa e diverse attività rischiano di uscire dal mercato.