Raddoppiati il numero dei visitatori rispetto al 2021 per i Musei e i Parchi archeologici siciliani che si rivelano fortissimi attrattori turistici. Sono state, infatti, oltre tre milioni e 300 mila le visite registrate, quasi il doppio rispetto al milione e 700 mila dell’anno precedente.
Un boom di visitatori che parzialmente si può spiegare con il ritorno alla normalità post-pandemia dopo l’anno di transizione rappresentato dal 2021. Sicuramente la riorganizzazione operata dall’Assessorato regionale ai Beni culturali negli anni scorsi che hanno conferito accorpando i siti archeologici una visione manageriale alla gestione dei beni culturali della regione. Un deciso cambio di passo della fruizione dei beni culturali siciliani, da una visione conservativa a quella di volano di sviluppo turistico del territorio che ha contribuito a trasformare il turismo culturale di transito, di passaggio e giornaliero che si limita possibilmente alla sola visita del sito archeologico e del bene culturale, in un turismo che ha aumentato i giorni di permanenza nelle strutture ricettive del territorio creando valore aggiunto e favorendo al contempo l’indotto della filiera turistica (ospitalità, servizi ai turisti, enogastronomia, agroalimentare, prodotti tipici, ristorazione, cultura etc..).
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Una rivoluzione che ha coinvolto i 14 Parchi archeologici : Valle dei Templi, Gela, Catania e Valle dell’Aci; Morgantina e della Villa Romana del Casale; Isole Eolie; Naxos e Taormina; Tindari; Himera, Solunto e Iato; Kamarina e Cava d’Ispica; Siracusa, Eloro e Villa del Tellaro; Leontinoi; Segesta; Selinunte e cave di Cusa; Lilibeo.
A guidare la classifica è il Parco di Naxos Taormina che, con il sito archeologico, il Teatro greco e Isola Bella ha totalizzato 844.542 visitatori a fronte dei 352.484 dell’anno precedente (+139 per cento). Ad un’attaccatura il Parco della Valle dei Templi con 809.513 (quasi l’82 per cento in più rispetto ai 445 mila del 2021). A seguire il parco di Siracusa con i 764.853 del 2022 a fronte dei 254.713 ingressi del 2021 (+200 per cento). Ottime performance anche per la Villa romana del Casale di Piazza Armerina visitata da 253.167 persone e per i Parchi di Selinunte e Segesta con rispettivamente 252.500 e 239.381 biglietti staccati. Di assoluto valore anche per musei e siti di rilievo come il Chiostro di Monreale, che sfiora le 250 mila presenze, il museo archeologico regionale Antonio Salinas, che chiude l’anno con 58.233 visitatori, e la Zisa di Palermo, con 49.761 ingressi.

Balza all’attenzione l’incremento del 300% dei visitatori registrato dal parco archeologico Himera, Solunto e Iato. Abbiamo sentito il direttore Domenica Targia che si è insediato nel giugno scorso riuscendo in un breve lasso di tempo ad imprimere un’impronta di apertura al territorio e agli attori istituzionali e della filiera turistica. “Grande merito per il risultato straordinario conseguito dal parco archeologico Himera, Solunto e Iato – dichiara Targia – va attribuito alla determinazione, caparbietà, abnegazione ed impegno costante ed assiduo del personale e delle risorse umane qualificate che condividono con me la gestione operativa e amministrativa del Parco. Il cartellone di eventi allestito lo scorso anno – chiosa il Direttore – ha contribuito alla crescita dei visitatori e del Brand delle aree archeologiche che insistono nel Parco e il loro posizionamento dell’attrattività turistica e culturale”
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Triplicate le presenze anche al Museo regionale di arte moderna e contemporanea Riso del capoluogo siciliano, che passa da 6.559 a 21.246 ingressi. Bene anche il museo Interdisciplinare di Messina che con 22.419 visitatori, raggiunge quasi il 161 per cento in più rispetto al 2021.
Un contributo importante anche alla crescita è stato apportato dagli investimenti operati dall’assessorato in ordine alla comunicazione integrata delle aree archeologiche, dei musei, degli antiquaria e dei tanti reperti storici custoditi attraverso un portale web per i 14 parchi archeologici della Sicilia. “Sicilia archeologica. Il sistema dei parchi” (parchiarcheologici.regione.sicilia.it) è infatti la piattaforma digitale realizzata dalla Regione Siciliana per valorizzare e comunicare in modo unitario il patrimonio culturale dei Parchi archeologici regionali, ognuno dei quali dotato di un sito web specifico nell’ambito di una cornice comune.





