Il borgo di Ciminna

L’unicità e la straordinarietà della Sicilia risiedono nella molteplicità di un patrimonio artistico, culturale, antropologico e storico, testimonianza di un passato glorioso che oggi va tradotto in capitale sociale, attraverso un lavoro di valorizzazione dei luoghi che meritano di essere inseriti nelle tappe del moderno turista viaggiatore. Sicuramente il borgo di Ciminna, un suggestivo connubio d’antico e di moderno, merita diritto di cittadinanza in questo tour ideale per luoghi e borghi della Sicilia.

Ciminna si raggiunge facilmente da Palermo, da cui dista appena 42 Km, imboccando la S.S. 121 Palermo-Agrigento. La connotazione di borgo è frutto del notevole patrimonio edilizio sviluppatosi tra il ‘400 e il ‘600 e più propriamente nel ‘500, quando furono eretti molte chiese e conventi dotati di numerose e preziose opere d’arte, che fecero meritare al paese l’appellativo di “Palermu lu nicu”. Oggi se ne contano circa 15 delle sessanta edificate, a testimonianza anche dei fasti e del ruolo rivestito nel panorama politico, economico e religioso della Sicilia tra il XV° e il XVIII° secolo. Nel periodo di massima espansione, il paese fu anche punto di riferimento giurisdizionale per tutto il territorio circostante.

La Chiesa Madre

A significare le atmosfere magiche e rappresentative della Sicilia di un tempo che fu, Luchino Visconti nel 1963 scelse Ciminna per girare alcune scene del film “Il Gattopardo“, trasformando il paese in un set cinematografico. Così come il premio Nobel Giuseppe Tornatore, 46 anni dopo, nella chiesetta di San Vito girò alcune scene del film “Baarìa”. Emblema della straordinarietà di questo patrimonio storico, architettonico e artistico è sicuramente la chiesa Madre, sorta in epoca medievale, ma restaurata nel corso del XVII secolo, dove si fondono lo stile gotico e quello barocco. Tappe obbligate sono pure la chiesa di San Giovanni Battista, che custodisce un trittico della “Madonna dell’Udienza” e soprattutto il S.S. Crocifisso ligneo che condivide con la Sacra Sindone lo stesso identico viso d’uomo. Una menzione merita l’argenteria sacra custodita nelle chiese che ci riporta all’eccellenza delle maestranze di orafi e argentieri palermitani del tempo.

Chiesa di San Francesco e Chiostro del Convento, sede della Biblioteca comunale

Recentissimo il finanziamento concesso dal G.A.L. Metropoli Est al Comune di Ciminna, con fondi del PSR Sicilia 2014-2020, per il progetto di recupero del complesso monumentale della Chiesa di San Francesco d’Assisi – che conserva un magnifico crocifisso opera d’Antonello Gagini – e del Chiostro del Convento, oggi Biblioteca comunale “F. Brancato” che al suo interno custodisce un patrimonio complessivo di 25.000 volumi tra cui 16 lettere originali degli anni 1851-1871 scritte da Isidoro La Lumia a Giacinto Carini e i manoscritti di pregiata qualità dei padri Cappuccini. È conservato lì anche un prezioso incunabolo/quattrocentina, uno dei primi testi cioè stampati con caratteri mobili, datato 1492. Interessante da visitare, in via Roma presso il palazzo dell’ex pretura, la mostra sul Set del Gattopardo in 300 immagini. Ciminna è nota, oltre che per le sue innumerevoli chiese anche per le sue “arti antichi, tradizioni e processioni ogni misi”, come recita un detto locale.

Foto della mostra sul set del Gattopardo presso il palazzo dell’ex Pretura in via Roma

Tra le specificità di questo incantevole borgo, si consideri che a Ciminna ha vissuto una Comunità Ebraica, testimoniata dall’esistenza di una Sinagoga (attuale Chiesa di San Giacomo). Tale comunità visse pacificamente a Ciminna fino al 1493 quando la Regina Isabella di Spagna emanò l’editto di espulsione di tutti gli Ebrei dalla Sicilia, depauperando il tessuto economico e produttivo dell’ossatura della classe artigianale, commerciale e mercantilistica, sia a Ciminna che in tutto il territorio siciliano. L’antefatto di un disastro economico che riverbererà i suoi effetti nei secoli successivi.

Ciminna è oggi impegnata nel combinare antico e moderno anche attraverso il progetto dal titolo “Ecomuseo tra Sacro e Natura”, finanziato dal MIBACT e promosso dall’ICS “Don Rizzo” di Ciminna (capofila), l’Associazione culturale Facitur, il G.A.L. Metropoli Est e la tipografia digitale Pieggi 2.0. Alla base del progetto, un approccio culturale innovativo a vocazione economica e sociale. La prof.ssa Giovanna Lascari, dirigente dell’Istituto Comprensivo di Ciminna, pone l’accento sugli aspetti operativi del progetto: «La sinergia tra i partner è stata davvero significativa e importante perché ha messo in evidenza quanto, per la crescita non solo della scuola ma anche del territorio, sia fondamentale la promozione dei rapporti interistituzionali tra soggetti pubblici e privati, che agiscono per far sì che giovani e meno giovani possano conoscere e amare con consapevolezza le bellezze di Ciminna. Ci aspettiamo che i risultati di questo progetto abbiano ricadute significative per la promozione del territorio».

Il Sindaco di Ciminna, Vito Filippo Barone afferma infatti: «Questa Amministrazione sta affiancando il progetto, cooperando con enti diversi fra cui il G.A.L. Metropoli Est e la scuola “Don Rizzo”, la quale si inserisce nel proprio territorio e partecipa alla sua riqualificazione. Con la massima collaborazione, interverremo sinergicamente nel centro abitato, esaltando le tipicità dei quartieri, perché siamo convinti che questa sia la strada da percorrere per dare maggiore visibilità a Ciminna e consentire una maggiore fruibilità dei nostri beni. Gli spazi verdi, aperti alla comunità, ospiteranno anche panchine letterarie, dedicate a personaggi del nostro illustre passato. Auspichiamo che queste iniziative trovino sempre la collaborazione tra istituzioni e associazionismo per arricchire il paese, gli abitanti e anche chi viene in visita».

Antonello Passaro, presidente dell’Associazione Facitur, aggiunge anche che «si sta lavorando alla realizzazione di un virtual tour, un percorso paesaggistico di quartiere con tappe georeferenziate e all’utilizzo della tecnologica Realtà Aumentata in cui la digitalizzazione concede al visitatore di fruire dell’autenticità dei luoghi e di vivere in modo innovativo e immersivo una parte dell’immenso patrimonio del comune».

Salvatore Tosi, direttore del G.A.L. Metropoli Est, infine aggiunge che «l’Ecomuseo non è altro che il futuro della memoria, capace di preservare il patrimonio identitario della comunità rurale; costituisce il patto con cui la comunità si impegna a prendersi cura del proprio territorio. È quindi la base di una nuova forma di economia locale veramente sostenibile, perché in grado di promuovere complessivamente il turismo relazionale, naturalistico, religioso e culturale».

Le Serre di Ciminna

È proprio questo un altro progetto al quale l’Associazione Facitur, in partenariato con la rete scolastica (costituita da alcuni istituti formativi dei comuni di Ciminna, Bagheria, Lercara Friddi, Mezzojuso e Villafrati), i comuni del G.A.L. Metropoli Est e diverse associazioni, ha alacremente lavorato: ottenere, da parte dell’Assessorato regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana, il riconoscimento di Ecomuseo al territorio del G.A.L. per questa porzione di isola che va “Dalle Valli al Mare” e che dà, così, il nome a questa realtà ecomuseale. La caratterizzano fortemente un’attiva partecipazione della cittadinanza e il coinvolgimento dei principali stakeholder del territorio nel processo di promozione, conoscenza e valorizzazione del patrimonio territoriale nelle sue componenti ambientali, storico-culturali, produttive e demo-etno-antropologiche.

Ciminna, quindi, un borgo storico da visitare, la cui Comunità è in movimento e non si adagia sul glorioso passato, ma prova a trovare una modalità per coniugare la tradizione a processi d’innovazione.