Un esempio intatto di “castrum”, ovvero quel nucleo abitativo dotato di costruzioni castellane fortificate, che non è raro nella storia di Sicilia, Sperlinga lascia senza parole chi si addentra dalla costa verso il centro sono le zone interne, quelle che corrispondono al suo cuore scavato nella roccia o su questa costruito con pietre millenarie che ancora oggi parlano di un passato mai tramontato.

Emblematica di questi autentici tesori ancestrali, il borgo rupestre sovrastato dal castello è animato da una lingua antica come la ricetta del suo dolce tipico, affacciato su un panorama mozzafiato che si perde sullo scenario multicolor dell’entroterra rurale, immerso nel silenzio di una Sicilia fuori dai circuiti scontati e dello stereotipo.

Incastonata in un territorio che è già patrimonio rurale e naturalistico, tocca due tra i parchi regionali più importanti – il Parco delle Madonie e quello dei Nebrodi – la riserva naturale regionale Monte Altesina e quella del Campanito  – Sambughetti, nonché la suggestiva bellezza del bosco comunale visitabile su prenotazione.

Una delle prime notizie risale a un privilegio del Conte Ruggero del 1082 e citata addirittura da Torquato Tasso nella sua Gerusalemme liberata “…o di Sperlingo, al fin pietoso a’ Franchi…” in riferimento ai Vespri Siciliani, la sua storia si identifica con quelle delle famiglie  che lo hanno posseduto: dai Ventimiglia ai Natoli, i Rosso e gli ultimi Oneto che sembra fu il committente dell’ iscrizione su un portale “quod siculis placuit sola sperlinga negavit” incisa nel XVII secolo, diventata famosa perché usata spesso per indicare un dissenso contrario a quello condiviso.

Tornando al Castello che non ha perso nulla della sua incombente imponenza, messa a guardia del piccolo borgo, è interamente visitabile dai camminamenti sulle merlature alle sale interne, scendendo fino alle grotte dove si trovavano magazzini, pozzi, stalle o luoghi di culto scavate letteralmente a colpi di piccone dentro la rupe di arenaria: un colpo d’occhi e un salto nel passato insieme!

Nella fattispecie la struttura urbana può definirsi come “la piccola Matera di Sicilia”, considerato il dedalo di grotte abitate dal tempo dei Siculi agli anni 60’ del secolo scorso, dove scorreva la quotidianità di una vita legata alla terra, a usanze e tradizioni che sono sopravvissute.

L’aggrottato che percorre un lato del castello consiste in una serie di grotte scavate dove si trova il piccolo gioiello del museo etnografico del comune, abitate in piccolissimi ambienti e collegate tra loro e ai vicoli da scalini scavati nella roccia realizzando un unicum di incredibile bellezza.

Da visitare la chiesa di Sant’Anna della seconda metà del ‘600 al cui interno si trova un crocefisso ligneo probabilmente della scuola di Frate Umile da Petralia, e alla quale era annesso il convento degli Agostiniani, la Chiesa Madre del 1957 semplice a navata unica fatta costruire dal principe Giovanni Natoli, la chiesa della Mercede ai piedi del Castello dove si custodisce il crocifisso ligneo che un tempo si trovava nella chiesa della rocca.

E’ nelle contrade di  SS. Quaranta, Rossa, Cicera, Perciata, Grotta Vecchia e Peirito che si possono osservare le persistenze rupestri delle antiche comunità paleocristiane.

Alcune curiosità che accrescono la straordinarietà del luogo:

  • Il particolare dialetto di matrice linguistica gallo-italica che contribuisce a fare della Sicilia un’isola dove resistono retaggi lessicali e culturali diversi tra loro.
  • La contrada Capostrà che nel luglio del 1943 fece da scenario alla foto di Robert Capa diventata il simbolo dello sbarco degli alleati in Sicilia, dopo la sua pubblicazione sulla rivista americana Life.
  • I laboratori di tessitura dove si pratica ancora l’antica arte del telaio artigianale, fiore all’occhiello di Sperlinga che ne fanno uno dei borghi con la maggior quantità di tessitrici e telai in Sicilia in rapporto alla popolazione, arte che a differenza di altri luoghi qui è ancora patrimonio della comunità.

Nonostante il 2020 non lo abbia permesso, quindi speriamo bene per il prossimo il 16 agosto di ogni anno, si celebrano due eventi folcloristici molto acclamati.

La “Sagra del Tortone” che prende ispirazione dal dolce locale che consiste in una pasta di pane fritta e passata nello zucchero, che diventa il piacevole pretesto per una manifestazione, occasione di scoperta e degustazione di tanti prodotti tipici locali.

Il Corteo “Dama dei Castelli di Sicilia” la pittoresca e molto animata sfilata nel centro storico in costume d’epoca, che vede i figuranti indossare gli abiti medievali in una sorta di ricostruzione della vita che per secoli si protrasse nel borgo rupestre, ed in questa occasione viene eletta appunto “la Castellana”

La ragazza che ha ricevuto più voti durante i giorni precedenti, alla fine della manifestazione è nominata dalla giuria composta dai sindaci dei paesi delle varie dame candidate a castellane di Sicilia.

Per trascorrere un soggiorno alla scoperta di questa meraviglia con visite guidate, dove mangiare e dormire vi consigliamo di contattare la pro loco di Sperlinga al tel. 3488724073 e Salvo Lo Sauro guida esperta che ci ha raccontato e condotto alla scoperta dei segreti e della bellezza di questo straordinario luogo del mito.

Proloco di Sperlinga