Il gioco del Maiorchino, antica tradizione siciliana che vanta una storia di oltre 400 anni, esclusivo di Novara di Sicilia (Me), diventa Patrimonio Unesco.
Il Circolo Sportivo Olimpia di Novara di Sicilia, che da più di 35 anni organizza il torneo del Maiorchino, aderendo all’AGA Verona (Associazione che ha lanciato nel 2003 il “Tocatì – Festival Internazionale dei Giochi in Strada”) è stato iscritto nel Registro delle Buone Pratiche di Salvaguardia del Patrimonio Culturale Immateriale.
Questo gioco consiste nel lanciare, proprio come si fa con una ruota, la tradizionale forma di formaggio Maiorchino lungo una strada in discesa del borgo di Novara di Sicilia, in provincia di Messina; vince colui che riesce a fa compiere alla forma di formaggio più percorso.
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Il Maiorchino siciliano, presidio Slow Food, è un formaggio tipico di Novara di Sicilia, comparso intorno al Seicento. Prodotto da febbraio fino alle seconda decade di giugno in piccolissime quantità. Si lavora il latte crudo di pecora (con un’aggiunta del 20% circa di latte di capra e a volte anche fino a un 20% di latte di vacca), unendo caglio in pasta di capretto o agnello; ha forma cilindrica con una crosta giallo ambrato che diventa marrone con l’avanzare della stagionatura e una pasta bianca compatta tendente al paglierino.
Ma il Maiorchino non è soltanto apprezzato per la sua bontà infatti, è protagonista di una singolare tradizione o meglio di una scommessa di Carnevale tra produttori e allevatori, pronti a sfidarsi facendo rotolare le forme per le strade per capire chi produceva il formaggio migliore. Qualora la ruota si fosse rotta, non si sarebbe trattato di un buon Maiorchino.
Il gioco del Maiorchino, un tempo, era diffuso in tutta la provincia di Messina ma oggi si pratica soltanto a Novara di Sicilia, splendido borgo in pietra incastonato tra i monti Nebrodi e i monti Peloritani annoverato tra i Borghi più belli d’Italia, che ha visto in questi giorni premiare uno delle tante tradizioni locali più curiose e affascinanti dell’Isola.





