Le Madonie si confermano un territorio straordinario sotto il profilo naturalistico, capace di custodire e valorizzare un patrimonio di biodiversità davvero unico nel panorama siciliano: è qui che torna a volare il grifone.
Tra boschi, vallate e pareti rocciose, flora e fauna continuano a regalare importanti motivi di interesse scientifico e ambientale. L’ultima, significativa notizia riguarda la nascita del primo grifoncino nel Parco delle Madonie, un evento che rappresenta una pietra miliare nel progetto di reintroduzione del grande rapace nel territorio, dopo la sua estinzione.
Le immagini raccolte durante i recenti monitoraggi raccontano infatti una storia di speranza. Il giovane esemplare è stato osservato mentre compie i primi movimenti all’interno del nido e reclama il cibo ai genitori, allungando il lungo collo per ricevere le periodiche imbeccate. Un comportamento che ovviamente testimonia il buono stato di salute del piccolo e il successo di una nidificazione destinata a rappresentare un momento storico per il Parco delle Madonie.
L’aspetto forse più interessante dell’evento riguarda proprio i genitori del pulcino. La coppia nidificante, infatti, non appartiene ai giovani esemplari provenienti dalla Spagna e rilasciati tra il 2023 e il 2024 nelle prime fasi del progetto di reintroduzione. Si tratta invece di individui arrivati spontaneamente da altri territori, quasi certamente dal Parco dei Nebrodi, dove la presenza del grifone è ormai consolidata, e successivamente aggregatisi alla nuova colonia costituita dagli esemplari liberati nelle Madonie.
Il ritorno del grifone
Un risultato che assume un valore ancora più significativo se si considera che il grifone era da tempo totalmente scomparso dal territorio madonita. “Il grifone era estinto nelle Madonie e questa prima nidificazione rappresenta il traguardo più importante del progetto di reintroduzione – spiega il dottor Antonio Spinnato, zoologo del Parco delle Madonie -. Quando una specie scompare da un territorio che presenta ancora condizioni ambientali favorevoli, è possibile avviare programmi di reintroduzione”.
“Nel nostro caso sono stati trasferiti giovani esemplari dalla Spagna, dove vivono oltre 30 mila coppie di grifoni. Si tratta di animali provenienti da centri di recupero che vengono fatti ambientare in una speciale voliera e successivamente liberati per costituire il nucleo fondatore della nuova colonia”.
Il progetto ha già prodotto risultati incoraggianti. “Ai grifoni fondatori – prosegue Spinnato – si sono aggiunti numerosi individui provenienti spontaneamente da altri territori, in particolare dai Nebrodi. Oggi possiamo contare su una popolazione in continua crescita e le condizioni ambientali delle Madonie si stanno dimostrando particolarmente favorevoli. Questa prima nidificazione è un punto di partenza e nei prossimi anni ci aspettiamo altre coppie riproduttive e nuovi pulcini”.
Il progetto di reintroduzione del grifone prosegue grazie alla collaborazione tra l’Ente Parco delle Madonie, la Fondazione Internazionale Biodiversità del Mediterraneo e il Comune di Isnello. Proprio il Comune, guidato dal sindaco l’avvocato Marcello Catanzaro, ha messo a disposizione l’area interessata dal progetto, recuperando un’ex discarica dismessa e trasformandola in uno spazio dedicato alla conservazione della biodiversità e alla tutela ambientale.
“Oggi la colonia dei grifoni delle Madonie supera i 70 individui e più della metà proviene da altre aree – sottolinea il presidente della Fondazione Internazionale Biodiversità del Mediterraneo, Salvatore Seminara –. Presso il carnaio di Volpignano sono stati osservati contemporaneamente almeno cinque esemplari adulti, un dato estremamente incoraggiante che lascia intravedere nuove nidificazioni nei prossimi anni e un ulteriore consolidamento della presenza stabile della specie nel territorio madonita”.
Grande soddisfazione è stata espressa anche dal presidente del Madonie UNESCO Global Geopark, Giuseppe Ferrarello. “Questo risultato – ha detto – appartiene all’intera comunità madonita e rappresenta un ulteriore tassello nel percorso di tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico riconosciuto dall’UNESCO. La nascita e la crescita del primo grifoncino nelle Madonie testimoniano l’efficacia di un lavoro di squadra costruito con competenza, passione e visione”.
In tal senso, il ritorno del grifone rappresenta quindi molto più di un successo naturalistico. Questo grande rapace svolge infatti un ruolo fondamentale nell’equilibrio degli ecosistemi, tanto da essere definito uno “spazzino aviare”.
Nutrendosi delle carcasse degli animali morti, contribuisce alla pulizia del territorio, limita la diffusione di agenti patogeni e riduce il rischio di malattie che potrebbero interessare la fauna selvatica e gli animali da allevamento. Questa nascita è dunque la storia di una vera e propria rinascita ambientale e di collaborazione tra istituzioni, enti scientifici, professionisti del settore e comunità locali. Un segnale concreto di come investire nella tutela della natura possa restituire al territorio specie che sembravano perdute e consegnare alle future generazioni un patrimonio di biodiversità ancora più ricco e prezioso.





