Alberto Blasetti / www.albertoblasetti.com

Il 2020, per Marzapane, è stato l’anno della svolta. Il ristorante romano del patron Mario Sansone, celebrato all’unisono dalla critica enogastronomica (Novità dell’anno secondo la Guida Roma del Gambero Rosso e Due Cappelli nella Guida dell’Espresso presieduta da Enzo Vizzari), ha saputo reinventarsi efficacemente negli ultimi mesi, con un servizio delivery agile e curato nel dettaglio. Ora, però, i piatti del giovane chef Francesco Capuzzo Dolcetta (fra i migliori chef under 30 secondo la Guida Ristoranti d’Italia del Gambero Rosso) sono pronti a conquistare anche il pubblico siciliano. A partire dal 10 luglio, infatti, il team di Marzapane si trasferirà in un pop up restaurant affacciato sulla spiaggia di San Leone ad Agrigento.

La location è quella di Oceanomare, ristorante attivo da più di 25 anni con la gestione di Giancarlo Prosperi e Giuseppe Vita. E Mario Sansone, di origini agrigentine, ha voluto avviare con loro una collaborazione estiva (il progetto sarà operativo da luglio a settembre). Fra le ragioni del “trasloco”, in primis, l’esigenza di garantire ai clienti un’esperienza a tutto tondo: come spiega Sansone, gli ospiti verranno accolti in spazi più ampi, senza sacrificare l’esperienza primaria che ogni ristorante deve pur continuare ad offrire: ritrovarsi vicini attorno alla condivisione di cibo e cultura”. Al tempo stesso, i punti di forza della proposta gastronomica di Marzapane – approccio local, valorizzazione degli ingredienti poveri ed esaltazione della materia prima nella sua essenza- troveranno un punto d’incontro con la biodiversità della costa siciliana.

Lo chef Francesco Capuzzo Dolcetta, per l’occasione, ha messo a punto un menu che si ispira ai capisaldi della cucina di mare regionale, reinterpretata con l’eclettismo tecnico e creativo che lo ha reso una delle giovani promesse del panorama gastronomico romano. Inoltre, il pescato quotidiano e i prodotti dei contadini della zona giocheranno un ruolo fondamentale, con l’intento di valorizzare il forte legame fra ristorazione di qualità e territorio. Qualche esempio dalla carta? Linguine coi ricci e Zuppa di pesce di scoglio, ma anche secondi piatti che sfruttano il metodo di cottura alla brace -grande protagonista delle sperimentazioni dello chef- come il Cartoccio all’acqua pazza di pesce alla brace o il Polpo rosticciato.

Con una scelta coraggiosa e un piano d’azione ben orchestrato, Mario Sansone e la sua brigata hanno colto l’occasione per trovare nuovi stimoli, in un momento difficile per tutti i ristoranti situati al centro di Roma. Cambiare sede, mantenendo una linea di continuità con il percorso tracciato finora: questo lo spirito della brigata, pronta a confrontarsi con un ambiente e una clientela diversa. Del resto, la Sicilia sembra essere una regione ricca di appeal per i ristoratori. “Ci prepariamo a valorizzare un territorio che sta diventando un’interessante destinazione gastronomica, grazie anche ad altri investimenti di autorevoli colleghi della ristorazione, a cominciare da Giancarlo Perbellini e dallo stesso Pino Cuttaia. Riscopriamo così, insieme ai nostri clienti, la bellezza di un ritorno alla natura, nell’estate in cui certamente ne abbiamo più bisogno”.