Non sembra finire mai lo stato d’emergenza della marineria mazarese la cui sopravvivenza è messa in discussione dai provvedimenti dell’Unione Europea che porteranno a una riduzione entro il 2024 del 40% delle giornate di pesca con una progressiva riduzione degli areali di pesca nel Mediterraneo.
Da Bruxelles, d’altronde, si registrano solo divieti, riduzioni di giornate di pesca e controlli che stanno mettendo a serio rischio le imprese di pesca siciliane, di contro le marinerie degli stati extra Ue pescano indisturbate nel Mediterraneo. I pescatori non ci stanno ad assistere passivamente a un declino che sembra irreversibile e nei giorni scorsi hanno protestato al porto, lasciando ormeggiati i pescherecci, invocando interventi strutturali che possano determinare un’inversione di tendenza
Tra le tante emergenze vi è il caro carburanti che negli ultimi mesi ha subito un’impennata per la crisi energetica internazionale aggravata dalla guerra in Crimea a fronte della concorrenza dei pescherecci nordafricani, che pagano molto meno il carburante e si trovano a fronteggiare un sistema di regole meno stringenti.

Ad aggravare le restrizioni di pesca della marineria mazarese è intervenuto, tra l’altro un regolamento dell’UE del 14 dicembre istituisce una zona economica esclusiva nelle acque internazionali al largo della Grecia che prevede solo sei-sette zone di pesca nelle quali possono pescare un massimo di 68 pescherecci italiani.
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Come se non bastassero problematiche e criticità normative e regolamentari imposte dall’UE, i pescatori del prezioso Gambero Rosso hanno dovuto fronteggiare pure un crollo del prezzo. Infatti un chilo di “prima” di maggior pregio viene venduto a 60 euro, 50 euro la “seconda” pezzatura, 40 la “terza”. Una riduzione che supera il 30% negli ultimi mesi rispetto ad un anno fa. Questo si fa risalire tra le maggiori concause alla riduzione del potere d’acquisto da parte dei consumatori. Tenuto conto della riduzione della domanda ci si è visti costretti a smaltire gli stock di gambero a prezzo ridotto.
Occorre ricordare che la pesca al gambero a Mazara è una tradizione secolare che appartiene al patrimonio culturale . Il gambero rosso di Mazara del Vallo, o gambero rosso di Sicilia, infatti è un vero e proprio culto in Sicilia e costituisce l’unico caso di pesca industriale in Italia. Le prede vengono congelate a bordo, per mantenere intatte le proprietà organolettiche e nutrizionali, preservarne le carni pregiate e il caratteristico sapore dei gamberi dal mare alla tavola. Contrariamente da quanto succede in Paesi dove l’abbattimento viene effettuato una volta tornati al porto, con logico peggioramento del prodotto.
Prima di essere congelato a bordo, avviene la suddivisione per taglia: a seconda delle dimensioni del crostaceo, si avranno cassette di prima, seconda, terza o quarta scelta ovviamente vendute a un prezzo differente. La migliore e più cara è quella che contiene gamberi sui 20 cm di lunghezza. Per correttezza d’informazione va detto che il ‘Mazara’ non è per forza un crostaceo siciliano, ma prende il nome del porto dove si ritrovano gli specialisti nel pescarlo, ma questo non va a discapito della qualità, che è frutto anche di un processo di pesca e di lavorazione.





