Il parlamentare Gianluca Cantalamessa ha presentato una proposta di legge per il riconoscimento professionale dei pizzaioli, un mestiere sempre più diffuso che conta in Italia oltre centomila pizzaioli e che tende a raddoppiare durante il fine settimana.
La proposta di legge prevede il riconoscimento professionale insieme a un corso di formazione di 450 ore e l’iscrizione all’albo di categoria. Questa potrebbe essere quindi la volta buona per regolamentare la professione dopo oltre 15 anni di passaggi a vuoto tra Camera e Senato. Un settore che negli ultimi anni è cresciuto esponenzialmente in qualità con una stima di 3 miliardi di pizze sfornate ogni anno e oltre quindi miliardi di fatturato.
Il testo della proposta di legge, come detto, prevede un corso di formazione di 450 ore in cinque mesi gestito dalle associazioni di categoria o dagli istituti alberghieri e un esame teorico-pratico finalizzato ad un diploma con consegna di un patentino che consente di diventare pizzaiolo. Percorso abbreviato per chi esercita la professione da almeno due anni che potrà presentare domanda ad una delle associazioni di categoria per accedere all’esame con cui conseguire il diploma ma a condizione che la sua attività sia certificata da un contratto di lavoro regolare.
Il corso di formazione prevede 350 ore di pratica in laboratorio sulle tecniche di lavorazione, dall’impasto, alla lievitazione, alla preparazione, alla cottura, alla presentazione; sulle tecniche delle macchine impastatrici e dei forni. Previste, inoltre, 80 ore di teoria nelle materie attinenti la scienza e tecnologia degli alimenti, comprese la scelta delle materie prime e delle attrezzature, la gestione e alla fiscalità delle imprese che svolgono attività di pizzeria e infine 20 ore di igiene e somministrazione degli alimenti.
La proposta di legge prevede anche l’istituzione dell’albo professionale del Consiglio nazionale dell’Ordine dei pizzaioli professionisti, eletto ogni 5 anni. Albo a cui verrebbero iscritti di diritto i maestri pizzaioli con almeno 10 anni di attività; inoltre chi è già in possesso di un attestato di pizzaiolo rilasciato da un istituto di formazione privato sarò equiparato a chi ha seguito il corso di formazione.





