Un portafoglio con banconote in euro, Genova 14 marzo 2018 ANSA/LUCA ZENNARO

E’ tempo di bilanci e sono dolori, perché sebbene s’intravede la luce dopo il tunnel, grazie alla campagna vaccinazione che si è avviata anche se lentamente e dispiegherà i suoi effetti , tenuto conto delle previsioni più rosee, solamente nel pieno dei mesi estivi.

Risulta assodata la correlazione tra fine dell’emergenza socio-sanitaria con il corredo di restrizioni e ripresa dell’economia e della vita relazionale a cui sono strettamente collegati i settori del turismo, della ristorazione e dell’enogastronomia.

In Sicilia persi 7 miliardi di euro nel 2020

Nel 2020 la ricchezza prodotta in Sicilia è scesa da 86,2 a poco più di 79 miliardi di euro, una perdita netta di più di 7 miliardi che si concretizza in una riduzione in percentuale dell’8%. Un disastro economico che si aggiunge ad un quadro critico che nel nel quinquennio 2015-2019 ha visto l’Isola stentare a recuperare la caduta del PIL subita nella precedente crisi fra il 2008 e il 2014 con una contrazione del 14,9%.

Per fare un termine di paragone il PIL siciliano non vale neanche un quinto di quello della Lombardia: la ricchezza prodotta in Sicilia, infatti, corrisponde ad appena il 22,6% di quella lombarda, rappresentando il 50 % della popolazione, 5 milioni rispetto ai 10 milioni della locomotiva dell’economia italiana.

A pagare pegno è stato il settore dei servizi, laddove il turismo ha registrato un decremento del 35% delle presenze rispetto a 15 milioni registrate appena lo scorso anno, mentre nel settore della ristorazione si è registrata un crollo dei livelli occupazionali con il risultato di un evidente di stato di crisi e di sofferenza di tutto il comparto dell’enogastronomia dovuto alle restrizioni del settore horeca.

Crollo del PIL in Sicilia

La proiezione di una ripresa del 4% per il 2021, la dice lunga sui tempi di recupero pre-Covid dell’economia siciliana, con uno stato di sfiducia degli operatori che in buon parte ritengono che non ci sarà alcuna ripresa dell’economia a causa delle pesanti conseguenze dell’emergenza Covid-19 con bilanci in rosso, tagli del fatturato e crollo dei consumi e bisognerà aspettare almeno la seconda metà del 2021 per percepire i sintomi di una ripresa. In Sicilia quindi si prevede un rimbalzo dell’economia che consentirà di recuperare solo una parte della riduzione  registrata nel 2020.

Molti indicatori vanno nella direzione di recuperare i valori pre Covid non prima del 2024. Sarà importante spendere in maniera oculata con investimenti mirati, i 9 miliardi che affluiranno in Sicilia o tra risorse europee, recovery fund e altre risorse così come comunicato dall’assessore all’Economia della Regione Siciliana Gaetano Armao.

Bisognerà tener conto anche della presenza di molta liquidità  sui conti correnti e sui depositi dei privati. Parliamo di risparmi per mancati acquisti e consumi causa virus, che a breve, finita l’emergenza e ritornato un clima di fiducia potrebbero però essere rimessi sul mercato e sul circuito economico. E c’è da confidare che questo si traduca nella ricerca che di benessere e qualità della vita , e quindi viaggi e cene, siano fra i primi obiettivi, contribuendo a trainare così il settore del turismo e della ristorazione.