Supermercati, delivery e shop online sono stati gli unici canali di vendita aperti per il vino dopo che il governo ha lanciato il lockdown, fortissimo il calo dell’export e pesante azzeramento del canale Horeca con la chiusura di bar e ristoranti.

Un ritorno alla quotidianità, anche in fatto di cibo, riportando la tavola al centro della vita dei siciliani , restituendo il giusto valore ai prodotti, dando valore a chi ha continuato a produrli.

Sono numeri incoraggianti per certi versi quelli che sono stati registrati dalla GDO nell’emergenza Covid che in questo arco temporale ha aumentato le vendite di vino registrando una crescita del 7,9% rispetto allo stesso periodo del 2019. Un dato sorprendente quello che vede  le fasce Doc e Docg  cresciute del 6,8%, mentre i vini Igp e Igt sono volati a un +10,5%. Nelle sole due settimane a cavallo di Pasqua le vendite di vino sono aumentate del 10,2% e allo stesso tempo sono aumentate anche le richieste del vino biologico, in aumento del 19% nel primo trimestre 2020, con oltre 1,5 milioni di litri venduti.

La crescita degli acquisti di vino in Gdo è significativa ma non basta a colmare il gap di domanda con la chiusura del canale Horeca, moltissimi produttori siciliani in questi mesi hanno sofferto perché per politiche aziendali hanno deciso di non entrare nella GDO.

Si spera che prima possibile si ripristini la situazione precedente, si conferma sempre il trend che vede in Italia il vino bianco più venduto rispetto al rosso. Come in Italia, la Sicilia consuma più vino bianco sia per la grande produzione di Catarratto e di Grillo e sia per il forte consumo di pesce e per le temperature estive più calde che invogliano a bere un vino fresco se non addirittura freddo.