Con la riapertura del 18 maggio è tempo già di bilanci per la riapertura che interessato bar e pasticcerie e il risveglio non è stato indolore. Mediamente gli incassi hanno registrato, rispetto al periodo pre-covid -19, una flessione del 70%. E l’estate che si approssima difficilmente segnerà una vera ripresa. La ripartenza è attesa solamente  in autunno.

Le prime settimane di riapertura per bar, pub, ristoranti e pasticcerie in Sicilia sono state un bagno di sangue.  Non che vi fossero attese e aspettative ottimistiche ma l’impatto con la realtà si è rilevata più dura delle previsioni.I clienti scarseggiano, gli incassi sono magri e i costi aumentano. Insomma, un disastro quasi annunciato. A breve non s’intravede la luce fuori dal tunnel, tutti gli indicatori danno per l’autunno la prospettiva temporale per un ritorno ai fatturati pre-covid

Essenzialmente 3 sono le ragioni del crollo dei fatturati e della clientela

Innanzitutto la mancanza di turisti nei centri storici delle città, non secondariamente  influisce la chiusura di scuole, uffici che fa sì che tanti lavoratori pendolari sono ancora in smart working, e manca il pendolarismo di quei lavoratori che vanno in uffici pubblici o privati e si fermano a pranzare. Per tante attività questo è un business importante. questo è un altro dato di fatto. Ma c’è anche dell’altro sicuramente il distanziamento sociale influisce sul calo dei clienti, il bar e la pasticceria è un luogo di convivialità, di svago  e di socializzazione e oggi per il rispetto dovuto delle normative anti contagio, sembrano luoghi ospedalizzati.

La vera sfida sarà riportare le persone nei locali, anche attraverso attività promozionali e di comunicazione che invoglino i clienti a tornare a consumare, anche facendo leva sul vantaggio economico. Si dimostra tuttavia che senza nuove ed efficaci azioni di sostegno molte imprese rischiano di non farcela.