In Sicilia il traino per il turismo enogastronomico è rappresentato dal passaparola. Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2023 evidenzia una svolta inaspettata: nella scelta delle destinazioni, parenti e amici superano l’influenza dei social media.
Non ha un ruolo di poco conto neanche l’influenza di film e serie tv. Le aziende e le destinazioni enogastronomiche devono adattarsi quindi alle sfide emergenti, con il potenziamento dell’accessibilità, l’adozione di strumenti digitali efficaci e la personalizzazione delle offerte, di volta in volta confacenti alla richiesta.
È innegabile che tra i giovani l’online abbia ancora grande presa, anche se inaspettatamente si snobbano siti web e social media come Facebook, in favore di Instagram. Internet e i social media permeano ogni aspetto della nostra vita quotidiana e, in questo contesto, si sarebbe potuto facilmente presupporre che la maggior parte delle decisioni di consumo, incluse quelle relative al turismo enogastronomico, fossero largamente influenzate da tali piattaforme digitali.
Pare invece che il 54% dei turisti italiani ha indicato parenti e amici come fonte principale di consigli per la scelta di una specifica destinazione. Rispetto a cinque anni prima, questa percentuale è cresciuta di quattro punti, sottolineando una tendenza in incremento. Questo dato, apparentemente inaspettato in un mondo iper-connesso, ribadisce l’importanza fondamentale delle relazioni personali nel guidare le decisioni dei consumatori, posizionando parenti e amici come gli “influencer” più efficaci e al contempo inaspettati di questo settore.
È la natura stessa dell’esperienza enogastronomica a spiegare questo fenomeno. Si tratta di un “turismo vissuto” che conduce spesso verso itinerari poco battuti, e allora chi meglio di un amico o di un parente che ha visitato quel borgo dell’entroterra siculo, tipico per le sue produzioni, potrà meglio di altri dare indicazioni e consigli?
Questi viaggi ruotano attorno a gusti molto soggettivi: che si tratti di consigli su quali vini assaggiare, quali cantine visitare, o quali esperienze culinarie non perdere, quando provengono da persone di fiducia, sono percepiti come autentici e affidabili.
Per questo insieme di ragioni, a conti fatti, è il buon vecchio passaparola a far da traino al turismo enogastronomico siciliano e su tutto il piano nazionale. Un buon supporto lo hanno dato anche le serie televisive, come la recente “The White Lotus”, distribuita in tutto il mondo attraverso la piattaforma Netflix, che raddoppiano la propensione dei turisti stranieri a visitare alcune location altrimenti sconosciute ai più.
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È chiaro che questo trend sempre in crescita vada sfruttato nel massimo delle sue potenzialità dall’industria enogastronomica obbligata a snellire l’iter per la prenotazione delle visite nelle cantine e sfruttando le piattaforme online anche per l’acquisto dei prodotti. L’esperienza del visitatore deve diventare più semplice e immediata, puntando su una migliore accessibilità.
Insomma, le aziende enogastronomiche devono rispondere alle tendenze emergenti per rimanere competitive. La visibilità online, attraverso la vendita di experience enogastronomiche su portali digitali, è una strategia chiave. Allo stesso tempo, la fidelizzazione del cliente attraverso l’attivazione di “members club” può contribuire a creare legami duraturi con i visitatori. La comprensione del proprio pubblico e la personalizzazione delle offerte attraverso l’adozione di sistemi Crm (Customer relationship management) sono altre strategie efficaci.





