Il Decreto Rilancio varato dal Governo guidato dal premier Giuseppe Conte rischia seriamente di far scappare le compagnie low cost, che coprono il 50% del traffico aereo nazionale, dai cieli italiani. Il motivo del forte malcontento delle compagnie aeree è dato appunto dal decreto che favorisce la compagnia di bandiera Alitalia che oltre ad aver ricevuto 3 miliardi dal Governo, ha avuto altri vantaggi che vanno a penalizzare le altre compagnie. Infatti il decreto obbliga i vettori ad applicare a tutti i dipendenti impiegati in Italia le stesse condizioni contrattuali di Alitalia; in caso contrario andranno incontro alla decadenza delle licenze italiane e al divieto all’accesso degli aiuti per l’emergenza Covid.

Un provvedimento che non è piaciuto affatto all’ Associazione Italiana Compagnie Aeree Low Fares (Aicalf) costituita lo scorso 12 maggio da Blue Air, EasyJet, Norwegian, Ryanair, Volotea e Vueling che si sono sentiti fortemente discriminati dal decreto del Governo e adesso minacciano di abbandonare gli aeroporti italiani.

Una vicenda che andrebbe a penalizzare fortemente la Sicilia e i siciliani condannando la regione all’isolamento. Infatti se già oggi per volare da e per la Sicilia i prezzi dei biglietti sono alti, in caso di abbandono delle compagnie low cost e in mancanze di alternative, i siciliani rischierebbero per gli spostamenti aerei di pagare prezzi esorbitanti. Una prospettiva che preoccupa anche le istituzioni regionali con il governatore Nello Musumeci e il sindaco di Palermo Leoluca Orlando che hanno chiesto che si trovi una soluzione che accontenti tutte le parti e soprattutto che non penalizzi la Sicilia e i siciliani.