Quest'anno saranno frequentate le strutture turistiche in Sicilia?

Quello che preoccupa è il livello occupazionale nel settore della filiera turistica e della ristorazione e per questo la Sicilia necessita di interventi che possano garantire i lavoratori la cui occupazione è circoscritta ad alcuni periodi dell’anno tanto da essere definiti lavoratori stagionali. Si temono 30.00 licenziamenti mel medio periodo a causa degli effetti indiretti del blocco delle attività.

Nella filiera turistica e della ristorazione, si registrano sentimenti contrastanti tra i gestori delle attività, se tanto è il desiderio di riaprire, alla stessa maniera altrettanto forte è il timore e il dubbio che l’esigua clientela prevista nella fase di ripartenza, possa consentire a bar, ristoranti e alberghi di rialzare le saracinesche e sostenere i costi di gestione. La questione non è di poco conto. Perché è chiaro che dopo due/tre mesi di bombardamento mediatico sull’importanza del distanziamento sociale, quanti sono dispoti a rischiare per chiedere un cornetto e cappuccino al bar, consumare una pizza in un locale, condividere un pranzo o una cena al ristorante, piuttosto che concedersi una vacanza. I timori che prevedevano un’apertura a ranghi ridotti si sta avverando.

Non ovunque e non con la stessa omogeneità e velocità ma il desiderio di riaprire, nonostante tutto è molto forte. Con tutte le precauzioni del caso, con mascherine, gel, conta persone e termoscanner, riaprono le attività con la consapevolezza tra i gestori e i titolari che i primi giorni non saranno facili, perché il mercato si deve assestare e le abitudini dei clienti saranno, per forza di cose, diverse. Ci sono pure molti imprenditori che preferiscono attendere ancora alcuni giorni, altri hanno evidenti problemi di liquidità, altri ancora hanno bisogno di altro tempo per organizzarsi nel rispetto dei protocolli di sicurezza. Tanti attendono giugno per capire l’evoluzione del contagio nelle prossime due settimane, scelta dettata dalla necessità di garantire massima sicurezza ai dipendenti e ai clienti.

A Palermo tra emozione e rabbia, tra voglia di ricominciare e sfiducia, nutrita è la pattuglia di quanti temono che con questo quadro normativo possano fioccare verbali e contestazioni.

Questo mette fortemente in dubbio la fiducia e l’ottimismo dei gestori delle attività che sicuramente non saranno in grado di sopportare il costo dei dipendenti e questo mette a rischio di quanti lavorano presso strutture alberghiere ma anche di baristi, camerieri, commessi, guide turistiche, lavoratori in servizio presso musei o impegnati nelle attività culturali ed enogastronomiche. Di questi giorni è la notizia che molti di quanti lavoravano con regolare contratto stagionale in hotel e strutture ricettive, si sono viste respinte domande per il bonus da 600 euro, messo a disposizione dal Governo Conte con il cosiddetto decreto “Cura Italia“, dal momento che per l’Inps non sono da considerare dipendenti del settore turistico.

Il quadro è preoccupante e superata in Sicilia la fase emergenziale sanitaria, in questo frangente il rischio è legato alle refluenze di carattere sociale ed economico.