Edy Bandiera, assessore Regionale all'Agricoltura

E’ scontro tra il mondo vitivinicolo pugliese contro quello siciliano. La protesta scaturisce dall’autorizzazione del Governo regionale siciliano a poter coltivare, nel territorio dell’isola, il vitigno “Primitivo”.

Il Primitivo è uno dei vini rossi più famosi della Puglia, molto noto anche all’estero, con una forte esportazione ed ha un’area territoriale di riferimento che racchiude il sud della stessa regione, la provincia di Taranto e si estende nel vicino Salento.

Desta curiosità il fatto che la protesta della Puglia sia indirizzato esclusivamente contro la Sicilia, infatti, da anni questo vitigno è coltivato in altre regioni italiane. Il DM del 13 agosto 2012 (allegato 2) è infatti indicato senza equivoci come quella varietà “Primitivo” possa essere solo usata nell’etichetta di vini DOP o IGP della Puglia e delle regioni: Basilicata, Campania, Abruzzo, Umbria, Lazio e Sardegna.

Edy Bandiera, Assessore Regionale all’Agricoltura e Pesca

Non si è fatta attendere la replica dell’assessore regionale Edy Bandiera, ospite del nostro giornale il quale ha risposto tempestivamente specificando l’inatteso e inutile polverone sollevato:  “La poca conoscenza della materia da parte di qualcuno e le diatribe politiche tra il parlamentare pugliese del PD Dario Stefano e la Ministra Bellanova non generino confusione e non mettano in discussione la serietà del mondo vitivinicolo siciliano, così come la correttezza degli atti prodotti dalla Regione Siciliana. Dinanzi al procurato allarme, generato, dall’ormai ex assessore pugliese, oggi parlamentare Pd, invitato, a quanto parrebbe, dalla stessa Ministra, a documentarsi e a studiare e che, tardivamente, ha messo a fuoco un provvedimento di autorizzazione, regolare e legittimo, alla coltivazione del “primitivo” in Sicilia, emesso dal Dipartimento Agricoltura della Regione Siciliana lo scorso agosto 2019. Vicenda per la quale è già intervenuta in maniera chiara ed inequivocabile la Ministra Bellanova, che ha precisato che nessuna produzione siciliana si chiamerà “primitivo”, come nessuna produzione pugliese si chiamerà “Nero d’Avola”, nonostante il primitivo, oggi, può coltivarsi in Sicilia, così come il nero d’Avola può essere coltivato in Puglia. Situazione analoga a quella del vitigno Cabernet-Sauvignon, coltivato in tutto il mondo e non soltanto in Francia, senza che nessuna regione francese se ne lamenti”, aggiunge, sorridendo, l’assessore Bandiera.

“Altro ragionamento, è l’utilizzo di una denominazione d’origine, disciplinata dai regolamenti europei, che nessuno intende violare. Mai consentirò che una bottiglia di vino siciliano Dop o Igp possa chiamarsi “Primitivo” esattamente come soltanto le Dop Igp Siciliane possono utilizzare il nome del vitigno “Nero d’Avola” – si legge in una nota del Ministero – e questo nonostante quel
vitigno possa essere coltivato in altre regioni che lo hanno inserito nell’elenco delle varietà raccomandate e autorizzate”. Proprio la Sicilia, tra l’altro, tramite l’Istituto regionale Vino e Olio di Sicilia, ha avviato una sperimentazione pluriennale di primitivo, con un progetto finanziato negli anni ’90 dallo stesso Ministero. Da lì la decisione siciliana di autorizzare la coltivazione con il decreto dell’agosto scorso”.

“I vitigni e la immensa biodiversità del patrimonio varietale italiano – aggiunge l’assessore Bandiera -, sono patrimonio di tutto il mondo enologico, proprio le contaminazioni e le combinazioni tra questi, insieme alla ricerca, hanno fatto sì, nei decenni, che il vino italiano si sia affermato nel mondo, quale prodotto di straordinaria eccellenza ed emblema del made in Italy”.

La finanziaria 2020

Finanziaria 2020 votata all’Assemblea Regionale Siciliana

Riguardo la finanziaria 2020 l’Assessore Bandiera ha dichiarato: ”Si tratta di una finanziaria molto importante; ha visto un lavoro, prima in sede chiaramente di Governo e poi in Parlamento, dove attraverso l’opera straordinaria del Presidente Gianfranco Miccichè, si è riusciti a mettere in campo un provvedimento di grande importanza e di grande valenza, qualcosa come un miliardo e mezzo di euro, in grado di aggredire e contrastare questa emergenza coronavirus che è certamente una drammatica vicenda di carattere sanitario”.

Ha proseguito inoltre: “Abbiamo messo in campo una manovra che prova a dare risposte a tutte le fasce sociali e a tutte le famiglie del mondo dell’impresa, delle cooperative, ma anche a quelle dei settori strategici della vita economica, finanziaria e occupazionale della Sicilia, in particolare per il settore  dell’agricoltura e quello della pesca. 

Attraverso questo lavoro capillare si è riusciti a mettere in campo per l’agricoltura ben 50 milioni di euro che saranno utilizzati per abbattere totalmente gli interessi sul credito agrario attraverso due linee di contributi: pagamento degli interessi per prestiti di conduzione e per quelli per il capitale d’esercizio, mentre una parte preponderante della somma, sarà destinata a contributi a fondo perduto per compensare le perdite di reddito dei nostri agricoltori, ma anche per gli agriturismi, le aziende vinicole, quelle florovivaistiche, che sono certamente accanto agli agriturismi quelle più danneggiate perché hanno visto di fatto, l’azzeramento del fatturato, poiché non si è celebrato né un matrimonio ne manco un funerale.

Altrettanta attenzione è stata rivolta a quel settore storico e strategico per l’Isola quale è quello della pesca; il Parlamento regionale all’unanimità, su proposta del governo Musumeci, ha rimpinguato il fondo di solidarietà regionale della pesca che vedrà così una importantissima dotazione di 30 milioni di euro, di cui 10 riservati e blindati per la piccola pesca artigianale; per questi, faremo chiaramente un avviso pubblico o un bando, mentre 30 milioni verranno distribuiti ai nostri pescatori”.

La domanda sulla pesca ha riguardato anche la problematica del tonno.

Quote Tonno Rosso

Da circa 20 anni avviene una suddivisione delle quote tonno che è fortemente sperequata e che penalizza la Sicilia, l’ho detto agli ultimi tre Ministri. Non escludo che dalle prossime settimane, visto che il percorso istituzionale non ha prodotto nulla, che Tribunale Amministrativo in proposito non si esprime, non escludo che si possa giungere ad un  momento di protesta forte, magari con la presenza di tanti pescatori delle nostre marinerie. Per la pesca del tonno, protesteremo davanti al palazzo del Ministero a Roma per rivendicare con forza e denunciare che in Italia, da anni, vige un oligopolio ristrettissimo che nessun ministro e nessuna istituzione nazionale sta avendo il coraggio di scalfire, lo diremo in maniera ancora più chiara in maniera tale che non ci possano essere dubbi.

Consorzi di Bonifica

Si è provveduto anche con la Finanziaria 20220 alla sospensione della tassa che gli agricoltori pagano ai consorzi di bonifica che chiaramente incide molto sugli operatori, sulle campagne, sulle aziende agricole, con la sospensione dei canoni irrigui dal 2013 al 2019. I nostri agricoltori in questi mesi non si vedranno recapitare cartelle esattoriali di ruoli che incidono in maniera vigoroso sul reddito aziendale, il tutto, nelle more, che finalmente giunga in Parlamento e si approvi la riforma dei Consorzi di bonifica”.

Agriturismo e attività connesse

Come Assessorato abbiamo chiarito a qualche Prefettura che l’attività dei mercati contadini può essere svolta, chiaramente con tutte le precauzioni del caso, anche perché questa attività è fatta da agricoltori che sono stati chiamati dal governo nazionale a lavorare anche nei giorni più duri e drastici della emergenza coronavirus. I sindaci, comune per comune, dovranno far sì che il mercato venga svolto con i distanziamenti con le protezioni e con tutte le cautele del caso, in modo da consentire da un lato alle nostre aziende agricole di collocare ciò che sono stati chiamati a produrre, e ai consumatori l’occasione per comprare prodotti della nostra terra, prodotti siciliani; sappiamo quanto eccellenza e quanta qualità abbiamo in Sicilia, ma anche quando bisogno c’è in tutta l’isola; aiutiamo così la nostra economia attraverso anche un acquisto che sia ancora più consapevole di quello che viene fatto in periodi normali ed ordinari.

PSR Sicilia: Misura 10b

La Misura 10b, riguarda la sensibile riduzione dei fitofarmaci e della chimica, e contribuisce alla piena tutela dell’ambiente.  La Misura è stata ormai accantonata dalla Unione Europea, perché per fare arrivare le risorse economiche alle aree interessate, occorrerebbero probabilmente qualcosa come 100 milioni di euro, in questo momento non abbiamo questa disponibilità economica. Io non voglio infondere speranza, e manco illusioni, siamo in una fase dove l’Europa sta un pò aprendo le maglie vista l’emergenza, si spera che possano arrivare gli aiuti richiesti, il più contento di tutti sarò io, sarà il nostro Governo perché si tradurrebbe in liquidità e rapida per le aziende agricole.

La Sicilia agricola dopo il coronavirus: prodotto tipici

Questa vicenda del coronavirus ci lascia un’importante eredità, chiaramente ha reso i consumatori sempre più consapevoli: dell’importanza della salute (soprattutto in tema di prevenzione), della qualità alimentare e delle eccellenze siciliane.  Cosa accadrà, sono certo che è il consumatore è più maturato e starà più attento e consapevole alle produzioni regionali e di qualità; inoltre è cresciuta anche la voglia di “campagna”, di campagna siciliana.  Ho colto in questo periodo anche tanta gente che sui balconi o sui piccoli appezzamenti di terreno stanno seminando o trapiantando colture per l’autoconsumo.

Il “Marchio di qualità”

Fragole di Sciacca

Accanto a queste produzioni portiamo avanti il nostro programma che mette al centro la valorizzazione delle produzioni del “Made in Sicily”.  La nostra Regione ha realizzato un marchio che si chiama “Qualità sicura”, approvato da Bruxelles e notificato a tutti gli Stati membri. 

Il marchio prevede diversi disciplinari di produzione, e quindi, a breve, i consumatori potranno consumare prodotti certificati. In sintesi, potranno consumare prodotti di qualità secondo i dettati del disciplinare di produzione che abbiamo realizzato, prodotti a marchio certificati da un ente di certificazione, avremo così prodotti sui supermercati con l’etichetta dove il consumatore potrà constatare il luogo di provenienza, le tecniche di produzione, quelle di trasformazione, ecc.

Tutto questo vale sia per i prodotti della nostra agricoltura che per il pescato. Credo che il consumatore sarà disposto a pagare qualche decina di centesimi in più, generando valore aggiunto che rende sempre più remunerativa l’attività agricola e quindi un’economia sana e capace di creare sviluppo e occupazione tutta a marchio “Made in Sicily”.

Questa agricoltura siciliana, non dei prossimi anni, ma dei prossimi mesi, speriamo di raccogliere i frutti non soltanto in termini di produzione ma anche quelli di carattere economico e occupazionale e quindi sociale, per far sì, che, sempre più siciliani, ma soprattutto tutti i giovani rimangono nelle nostre aree a produrre le nostre eccellenze.

Il messaggio di Filippo Tripoli: “non dimenticarti degli agrumi”

“Filippo credo che debba essere soddisfatto perché, tra l’altro, in questo periodo gli agrumi hanno avuto un ottimo mercato; i consumatori hanno capito che sono come una buona medicina: ricchi di vitamina, con potere disinfettante (il limone) e antiossidanti. Come non parlare delle nostre arance rosse di Sicilia (IGP) prodotto che siamo riusciti, prima della pandemia, a commercializzare in Cina. Le arance siciliane per la prima volta nella storia sono arrivate in Cina e torneranno appena questa pandemia ce lo permetterà. Grande attenzione a tutti i comparti produttivi della nostra agricoltura tutti, compresa la pesca”.

La sfida economica e occupazionale

La Sicilia vince la sfida economica e occupazionale se fa sistema, cioè crea un modello di sviluppo che fa leva veramente sulle potenzialità della nostra terra. A differenza del passato dove si è pensato in qualche caso anche all’industria pesante, che poi ha lasciato scheletri, inquinamento, tante malattie, quindi, avanti tutta sul modello di sviluppo tutto siciliano che fa leva sulle nostre potenzialità con un’attenzione all’agricoltura biologica; in questi giorni abbiamo anche ulteriormente finanziato la fabbrica degli insetti utili presente in Sicilia, che è l’unica biofabbrica pubblica del Mezzogiorno d’Italia; quindi avanti così per un’agricoltura sempre più di eccellenze, sempre più di qualità, attenta alla salute e che diventa remunerativa per chi la svolge come attività di impresa su larga scala, oppure perché no anche su scala familiare.

L’intervista integrale a Edy Bandiera, Assessore Regionale all’Agricoltura e alla Pesca Mediterranea