Nominato alla Presidenza del Parco delle Madonie un giovane esperto del settore che ha tanta voglia di fare per le Madonie e non solo.

Gli ingredienti ci sono tutti, competenza professionale, attitudine alla leadership, capacità di programmare, spirito di cooperazione e fiducia nel territorio.

Un presidente che ha scalato la vetta del successo professionale, realizzando il suo sogno da studente. Lui è nel posto giusto. Non vorrebbe essere altrove. Il suo sguardo infatti trasmette queste emozioni e il suo entusiasmo è contagioso. In questa fase di insediamento, ha avviato il processo di ricognizione dell’esistente, per fare una analisi dei bisogni e delle opportunità. Si rende conto delle problematiche esistenti e comincia a delineare le possibili linee di sviluppo sostenibile, integrato e partecipato.

La sua idea del Parco mette in primo piano la “conservazione” come strategia per garantire la salute dell’ecosistema, a cui far seguire la valorizzazione e la fruizione rispettosa e funzionale al bene stesso. Bisogna costruire nuovi paradigmi di pensiero e di azione per essere pronti a realizzare i cambiamenti inevitabili del Sistema Parco e renderlo capace di sopravvivere e di offrire “nuove opportunità” al territorio delle Madonie.

Tra i suoi punti programmatici:

  • Fare sinergia a livello regionale con gli altri parchi per ottimizzare risorse e opportunità
  • Aggregare e integrare altri comuni per ampliare la compagine e il raggio di azione del Parco cercando di offrire uno spazio a tutti, senza primi della classe, rispettoso della diversità intesa come ricchezza
  • Valorizzare i giovani del territorio, capitale sociale inestinguibile e necessario per generare “sviluppo reale” e crescita economica e sociale della Comunità
  • Rilanciare la squadra operativa del Parco per capitalizzarne l’esperienza, la conoscenza, le relazioni mettendole a servizio del “rilancio”

Nel corso dell’intervista, sono emersi aneddoti, curiosità, metafore che raccontano l’umanità di un professionista che si è formato professionalmente fuori dalla Sicilia ma ha deciso di ritornare nella sua amata terra per investire i suoi talenti con la certezza di poter “fare la differenza”. Quasi una chiacchierata tra vecchi amici che si conoscono da sempre … che si capiscono al volo, che nutrono le stesse speranze e che sanno lavorare con costanza, coraggio e ideali per raggiungere gli obiettivi fissati.

Il presidente insomma ha le idee chiare e segue i suoi programmi per l’estate: conoscere tutti i Paesi del Parco, i soci pubblici e privati, i portatori di interesse, i luoghi, le risorse. Delineare i punti di forza e di debolezza, una specie di analisi SWOT, per citare le sue competenze di “progettista di fondi comunitari”. Portare alla luce il giacimento del “senso di appartenenza” che le Madonie gli hanno trasmesso. Testualmente “io sono convinto che le Madonie sono profondamente unite, dobbiamo solo riuscire a scavare per riportare in superficie quanto la polvere e il tempo ha nascosto”.