L’ex lido Olivella, imponente stabilimento balneare di circa 8 mila metri quadrati sulla costa di Santa Flavia chiuso da circa 24 anni, sarà riqualificato e tornerà alla pubblica fruizione, la notizia è apparsa sul quotidiano online Bagheria News con un articolo di Lorenzo Gargano che riportiamo integralmente.

Alcuni mesi fa era uscito un bando sulla riqualificazioni di beni demaniali della regione, la finalità del bando, che comprendeva una lista di ben 27 nei demaniali, era quella di concedere questi beni a titolo oneroso con procedure ad evidenza pubblica, per un periodo non superiore a cinquanta anni, anche con l’introduzione di nuove destinazioni d’uso finalizzate allo svolgimento di attività economiche compatibili con gli utilizzi del demanio marittimo.

L’obiettivo è quello di effettuare la completa valorizzazione dei fabbricati insistenti sul pubblico demanio marittimo, attraverso il recupero funzionale degli stessi e la eventual riqualificazione delle aree di pertinenza, nonché lo sviluppo delle attività turistiche e commerciali compatibili con gli usi del mare, nonché l’incremento delle entrate erariali.

Il canone di base d’asta annuale per l’ex lido olivello era di 65 mila euro. A vincere la gara, sembra con un sostanzioso rialzo sul canone di base d’asta, sarebbe stata la P.K. SICILY SPA (società con capitale sociale di 5 milioni di euro), a cui fa capo il ramo sicliano della catena di alberghi DOMINA, della cui famiglia da alcuni anni fa parte lo storico hotel Zagarella a Santa Flavia.

La Società vincitrice del bando, avrà adesso 60 giorni di tempo per presentare nei dettagli il progetto di riqualificazione all’assessorato territorio e ambiente della regione siciliana per la definitiva approvazione. 

Il Bando prevede il recupero, la bonifica e la decementificazione del tratto di costa dell’ex Lido Olivella, la riqualificazione dell’annesso fabbricato e la restituzione, nei suoi valori paesaggistici e alla pubblica fruizione di un angolo di costa tra i più belli e suggestivi del litorale flavese.

Già nel 2008 però, quando la regione revocò la concessione demaniale per abusi edilizi al precedente concessionario, il Comune di Santa Flavia ebbe la possibilità, poi sfumata,  di presentare un progetto per ottenere in concessione l’area; ma quella fu solo una delle tante occasioni di sviluppo mancate del nostro comprensorio.