Se l’emergenza Covid19 ha messo in crisi il mercato turistico in Sicilia, nonostante gli interventi messi in campo anche dalla regione siciliana, a pagare il prezzo più caro sicuramente saranno le Isole minori, dove gli introiti derivanti dal settore, costituiscono la fonte di reddito principale per i residenti.

Le attività turistiche e commerciali dei comuni di Lipari, Leni, Malfa, Santa Marina Salina, Pantelleria, Ustica, Favignana e Lampedusa sono in grande difficoltà. Molte strutture quest’anno non riapriranno quindi non avvieranno le manutenzioni, non faranno promozioni ed di conseguenza assunzioni di personale. Le previsioni della stagione estiva sono disastrose e le isole che vivono di un turismo concentrato nei mesi di maggio, giugno, luglio, agosto, dovranno fare i conti successivamente con il dramma che ha colpito la comunità delle isole minori 

Solo ad Ustica e a Favignana si ritiene possano esserci i presupposti per riaprire già in giugno, soprattutto nell’ambito del comparto extralberghiero, sperando in un turismo interno di prossimità. Rimarrebbero ad oggi invece spiazzate le Eolie che per il 45% dipendono da flussi di turismo internazionale e per almeno un terzo da quelli extraregionali. Stesse difficoltà per Pantelleria e le Pelagie, dipendenti dai collegamenti aerei con il Nord Italia”.

Abbiamo intervistato Vincenzo Campo, Sindaco di Pantelleria che ci parlerà delle difficoltà della stagione estiva 2020 e gli stati d’animo degli operatori dell’isola.

Vincenzo Campo, Sindaco di Pantelleria

Che proiezioni si possono fare per la stagione turistica in corso a Pantelleria?

L’insularità e il caro biglietti aerei che si profila, temo che ci penalizzerà. La stagione è parzialmente compromessa ma confidiamo in una ripresa nella massima sicurezza. senza l’attivazione di nuovi focolai. La crisi economica farà rivedere i piani dei viaggiatori ma Pantelleria con le sue bellezze e peculiarità sicuramente rimarrà la meta preferita per i tanti che già avevano programmato di venire quest’anno.

Qual è lo stato d’animo degli operatori delle attività commerciali e stagionali nella vostra isola?

Il clima che serpeggia non è positivo, percepisco molta paura tra gli operatori, molti sono indecisi se aprire o meno, perché alcune strutture solo per l’apertura sono costrette a pianificare investimenti importanti con il rischio di non recuperarli, ma in ogni caso registro tantissima voglia di ripartire e ricominciare.

Che misure state pensando di adottare e siete soddisfatti dell’operato del governo regionale?

I provvedimenti regionali mi soddisfano, perché il monitoraggio degli ingressi tramite registrazione al Portale SiciliaSicura ci permette di osservare i movimenti dei turisti in Sicilia così da evitare future complicazioni. La comunicazione attraverso l’app che trasmette gli alert direttamente ai comuni di destinazione ci permette di controllare con le uscat che sono state create ad hoc.

Per salvare la stagione avete pensato di allungare la stagione estiva?

Allungare la stagione estiva è un obiettivo che ci siamo posti già da tempo. Dobbiamo tenere conto che le isole minori vivono di un turismo che si concentra tra luglio e agosto, con qualche eccezione per la prima settimana di settembre. Lo scorso anno abbiamo provato a destagionalizzare con l’organizzazione del Passitaly che si è svolto a fine settembre, chiaramente le risorse sono l’unico vincolo che ci blocca nella programmazione e quest’anno saremo costretti a non ripeterlo anche a causa dell’emergenza Covid-19.