Da 65 anni a Taormina il Ristorante Il Gabbiano propone la sua cucina di tradizione siciliana con vista sulla spettacolare baia di Isola Bella. Un’attività che si tramanda da generazioni nel segno della tradizione, rinnovata negli anni per restare al passo con la cucina contemporanea e con i gusti della clientela nazionale ed internazionale in vacanza nella perla dello Ionio. La titolare Patrizia Rapisardi è alla guida del locale da quando era una giovanissima ventunenne ed ancora oggi, con grande amore per il suo lavoro, accoglie gli ospiti nell’elegante ristorante, rinnovato solo qualche anno fa. Dalle ampie vetrate si scorge il mare ma l’esperienza più bella si gode dalla terrazza in cui cenare ammirando la riserva naturale di Isola Bella. L’isolotto ricco di vegetazione mediterranea e piante tropicali, collegato alla terra ferma da una sottile striscia di spiaggia, è una delle mete preferite dai turisti che scelgono Taormina anche per la sua ottima cucina, espressione del territorio.

L’amore per la terra e i suoi sapori guida la filosofia del ristorante che ha riaperto dopo il lockdown con un rinnovato entusiasmo. Sempre attenta e desiderosa di regalare ai suoi ospiti esperienze nuove e coinvolgenti, la signora Patrizia ha organizzato una cena ospitando ai fornelli lo chef etneo Luca Miuccio che ha cucinato a 4 mani con il resident chef Denis Papale. Miuccio, già conosciuto e apprezzato nel panorama siciliano anche per aver guidato la brigata di cucina del Talè Restaurant & Suite a Piedimonte Etneo, ha proposto il suo percorso di degustazione in abbinamento all’olio extravergine di oliva e ai vini siciliani scelti dall’azienda Taurmè.

La cena ha preso il via con un’entrée di sushi siciliano a base di cernia e avocado e l’amuse-bouche con gambero rosso di Mazara, aglio nero e pesche, binomio perfetto tra freschezza e acidità. Non poteva mancare uno dei piatti più rappresentativi dello chef etneo, il crudo di mare servito su una spirale di pomodorini gialli e completato con un’infusione alcolica al mandarino. Ancora un tocco di sicilianità per il primo piatto a base di tenerumi di “cucuzza”. I fusilloni adagiati sulla crema di un verde brillante ricavata dalle foglie tenere della zucchina lunga sono stati impreziositi dal riccio di mare e dal caprino girgentano. A completare il percorso degustazione il dentice leggermente affumicato servito con patate e cardoncello scottati e i dessert, la perla di mandorla d’Avola e il gelato in stecco al pistacchio di Bronte servito con gelo di albicocca e cioccolato bianco. Un trionfo di sicilianità per la cena orchestrata da Luca Miuccio che ha voluto raccontare l’identità siciliana attraverso i suoi piatti equilibrati e ricchi di colore. Lo chef ha annunciato interessanti progetti per il suo futuro che svelerà a brevissimo. L’obiettivo resta sempre quello di portare in alto il nome della cucina siciliana.