Geraci Siculo è un borgo montano a 1100 metri sul livello del mare e la cucina tipica del luogo ha come ingredienti base i cibi che caratterizzano la montagna, vale a dire la carne e i formaggi, prodotti di una delle attività economiche prevalenti in una società agro-pastorale quale quella geracese. Molti sono i dolci che scandiscono il calendario rituale, ci sono tra questi anche dolci in disuso poiché realizzati da quelle che il Farina, definiva “le suore pasticcere” e che contenevano un ingrediente che le consacrate non rivelavano a nessuno.

Pittrina ca fasola

La prima pietanza di cui vi parliamo sono i Tagghiarina, pasta fresca che nella tradizione veniva preparata o a Natale o a Carnevale accompagnata da sugo e carne nelle famiglie ricche e sugo e formaggio nelle famiglie meno agiate. Un altro piatto della tradizione è a Sazizzuneḍḍa, una polpetta il cui impasto è costituito da tritato, uovo, menta, aglio, arrostita incartocciata tra due foglie d’alloro. Altra pietanza tipica della cucina geracese è u Crapettu a sciusciarieddru: capretto disossato, sbollentato e condito con un brodetto preparato con formaggio grattugiato, uovo battuto, prezzemolo, aglio e aromi vari. Tipico del borgo anche a Pittrina ca fasola, castrato di agnello condito con il sugo di pomodoro e la tipica “fasola”, un fagiolino verde locale.

Agnìeḍḍu pašquali

Come detto nel paese madonita ci sono molti dolci tradizionali come l’Agnìeḍḍu pašquali, preparato durante la Pasqua e costituito da un biscotto a forma di colomba ricoperto di una glassa di zucchero e con dipinti dei fiorellini, quasi a voler rappresentare la rinascita della natura a primavera, ma in particolar modo il significato di rinascita a vita nuova attribuito alla Pasqua. Dal punto di vista storico non si conosce il periodo in cui tale dolce si è diffuso, ma è probabile che in precedenza anche a Geraci il dolce tipico di Pasqua fosse il più diffuso agnello di pasta di mandorle il cui nome si è mantenuto anche quando la forma è cambiata, trasformata appunto in quella di colomba. Un’altra ipotesi sul connubio forma-nome di tale dolce è di natura più strettamente religiosa secondo cui il nome “agnello” rappresenta il Figlio, la forma “colomba” lo Spirito Santo e i disegni floreali Dio.

Cassata geracese

Un altro dolce è la Cassata geracese, tipico di Natale il cui esterno è costituito da un biscotto preparato con uova farina, acqua e sugna mentre il ripieno prima era fatto con fichi e uva passa ammorbiditi con un po’ di vino; oggi si usa la marmellata di zucca. Ha la forma di fiore o di mezza luna, anche se questo secondo tipo veniva realizzato maggiormente nel convento delle suore benedettine. Durante il periodo natalizio vengono preparati anche i sarafineḍḍi: si tratta di un dolce conventuale a base di miele e mandorle o noci, oggi in disuso poiché era preparato nel monastero delle suore di clausura.

Un altro piatto della tradizione geracese, infine, è U šquadatu frïutu ccû zzuccheri̬, formaggio fritto condito con zucchero e cannella che caratterizza il carnevale.

Ricordiamo che da domenica 7 marzo a partire dalle 17 sarà possibile votare per Geraci Siculo sul sito della Rai attraverso il portale: www.rai.it/borgodeiborghi o su www.raiplay.it. C’è tempo fino alle 23.59 di domenica 21 marzo per esprimere la propria preferenza. È possibile esprimere un solo voto al giorno.