La Liste è una famosa classifica basata su di un algoritmo ideato per mettere insieme le valutazioni di centinaia di guide, riviste di settore, siti gastronomici e milioni di recensioni online così da offrire la migliore selezione di ristoranti raccolta dai gastronomi più esigenti e dalle guide più blasonate. Anche quest’anno contempla al suo interno noti e raffinati ristoranti italiani e siciliani.
La stagione delle classifiche volge al termine, ma prima di concludere con tutti i resoconti dell’anno corrente, puntuali arrivano i risultati de La Liste, World’s Best Restaurants Selection, graduatoria internazionale di ristoranti blasonati fondata sul meccanismo tortuoso ideato da Jorg Zipprick.
Alla base della classifica che premia 1000 ristoranti ci sono i giudizi delle guide gastronomiche, giornali, riviste del settore e siti web analizzati attraverso un algoritmo “infallibile” approvato dall’ente del turismo francese che per primo, nel 2015, sposò il progetto, con il sostegno del Ministero degli Esteri, per valorizzare l’alta ristorazione mondiale.
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Affollato è quest’anno il gradino più alto del podio con un trio di testa che vede insieme con un punteggio di 99.50: Frantzén di Stoccolma, il parigino Guy Savoy e Le Bernardin. Ancor più affollato il secondo posto, quello che conta ben 6 ristoranti a 99.00: il Cheval Blanc by Peter Knogl – Grand Hôtel Les Trois Rois di Basilea, i francesi L’Assiette Champenoise di Tinqueux in Francia, La Vague d’Or – Le Cheval Blanc di Saint-Tropez, Martín Berasategui di Lasarte-Oria, Spagna, il Restaurant de l’Hôtel de Ville di Crissier (Svizzera) e il giapponese Sushi Saito di Minato-ku.
Con un voto di 98.50 si trovano i primi due italiani: Da Vittorio a Brusaporto, dei fratelli Cerea e Le Calandre, dei fratelli Alajmo. A 97.50 ci sono il Don Alfonso 1890 di Sant’Agata sui Due Golfi, l’Osteria Francesca di Massimo Bottura a Modena e il Reale di Niko Romit. Con un punteggio di 97.00 non manca La Pergola di Roma, Villa Crespi di Antonino Cannavacciuolo a Orta San Giulio.

Anche la Sicilia è riuscita a “conquistare” questo fatidico algoritmo con la presenza all’interno della classifica di La Madia di Pino Cuttaia a Licata con una votazione pari a 96 che lo mette al pari con altre eccellenze italiane come Da Caino a Montemerano e La Peca a Lonigo; con un voto di 95 punti si trova Ciccio Sultano con Il Duomo di Ragusa al pari di Uliassi a Senigallia.
Una classifica che conferma come le eccellenze della ristorazione siciliana ,anche se sono ancora poche quelle considerate, continuano ad essere apprezzate dai palati esigenti di tutto il mondo.
È possibile consultare la lista completa su La Liste





