Francesco ed Enrica Spadafora

Nel mondo del vino ci sono marchi di tanti tipi: di famiglia, di contrada, di fantasia.

Dei Principi di Spadafora non è un marchio tanto per dire in quanto Spadafora è un cognome e il titolare Francesco principe lo è davvero. La sua famiglia risale al 13° secolo e nel corso degli anni i suoi avi hanno occupato importanti cariche ed hanno esteso con alterne quantità e vicende le loro tenute. Fu il padre Don Pietro a dedicarsi anche ai vigneti ma vendere uve e fare il vino del contadino non rendeva così Francesco smise di studiare e si dedicò anima e corpo a impiantare e coltivare vigneti e a fare vino di qualità.

L’azienda, dove tra l’altro il principe vive, si trova in contrada Virzì, territorio di Monreale, ma a pochi km da Camporeale; nei 100 ettari vitati a quote dai 250 ai 400 m ci sono Syrah, Grillo, Catarratto, Nero d’Avola ed altri, da sempre coltivati biologicamente, facendo di tutto per ottenere l’ottimo cominciando dalle rese che in media sono di soli 45 q/ha. Tutti vini naturali che fanno fermentazioni spontanee in cemento creando il “pied de cuve” dalle stesse uve che poi vengono aggiunte gradatamente, solfiti in quantità minimale a mai in fase di fermentazione. Da anni la produzione è di 250.000 bottiglie, non sforzandosi di aumentarne il numero, il resto dell’uva, di grande qualità, è venduto ben remunerato, c’è anche una buona produzione di extravergine d’oliva di grande pregio.

La filosofia di Francesco si esprime nel totale rispetto di quanto il territorio riesca a dare senza effettuare alcun procedimento che possa rendere i suoi vini omogenei a quelli di altri produttori. Noblesse oblige, per cui non aderisce ad alcuna Doc, non intende confondersi con chi produce 140 q/ha, non accetta disciplinari, secondo lui affatto dedicati a fare qualità. Tutti i vini, anche bianchi, fanno la malolattica spontanea, regolando però i parametri fisici in modo da mantenerli freschi e con la giusta acidità, non si usano pompe per i rimontaggi per non stressare il mosto, quasi tutti fanno lunghi affinamenti e sono messi in commercio dopo anni quando sono perfettamente stabili ed evoluti.

Francesco Spadafora

Chiacchierare con Francesco è un puro piacere, la natura l’ha privilegiato: alto, di bell’aspetto, snello, chioma fluente e specialmente una voce calda, suadente, che ti affascina. Una persona ironica, colta (fonde la sua formazione classica con attitudine ed esperienza agricola ed enologica), risoluta, consapevole della bontà di ciò che produce, magari pronto a ribattere se quello che dici non lo convince o se lo critichi senza dati oggettivi. Si vanta di non servirsi di un agronomo e di un enologo, la sua produzione è tutta sua creatura, si identifica col suo carattere, con la sua voglia di essere diverso anche se questo qualche volta suscita reazioni, anche se immotivate, da parte dei concorrenti. Lo affianca sempre più nel marketing la giovane ed affascinante figlia Enrica che ormai è diventata la brand ambassador.

Forse unica cantina italiana a riportare nel sito web per ogni vino oltre la scheda tecnica anche il certificato delle analisi di laboratorio effettuate da ente pubblico. Un sito che oltre ad informare con dettagli tecnici minuziosi è concepito come un blog, dove Francesco narra in prima persona, spesso al plurale maiestatis, i suoi pensieri, le sue emozioni.

Ci siamo dilungati abbastanza a descrivere l’azienda, la sua mission, il suo metodo, il personaggio, per cui non intendiamo tediare più a lungo i nostri quattro lettori quindi recensiremo due importanti etichette nella prossima puntata, che non tarderà ad arrivare.

www.spadafora.com