Leoluca Orlando, Francesco Italia e Lillo Firetto

Federalberghi ha stimato un danno economico del 70% del fatturato nell’arco di sette-otto mesi per il settore alberghiero, causa effetto coronavirus.

Non riscuoteranno più la tassa di soggiorno, l’occupazione di suolo pubblico, le tariffe dei parcheggi, la Tari, i ricavi dagli ingressi dei musei comunali, i bus turistici, vedranno ridotte le entrate dall’addizionale Irpef comunale, imposte di pubblicità e altro ancora. Da qui la protesta dei sindaci delle grandi città turistiche italiane che quest’anno si preparano alle mancate entrate per il bilancio 2021 derivanti dal turismo. Tuonano con una nota congiunta i sindaci Leuluca Orlando, Lillo Firetto, Francesco Italia, Francesco Cacciatore che hanno scritto a Conte, dopo aver letto la bozza del DL “Rilancio”, per chiedere di rivalutare le norme relative ai Comuni.

“Se non saranno accolte le nostre richieste ponderate e motivatecommentano i sindaci di Palermo, Agrigento e Siracusa che protestano per il mancato riferimento al ristoro dell’imposta di soggiorno le nostre città rischieranno seriamente il default e l’impossibilità oggettiva di spingere il sistema paese nella ripresa economica e turistica. Chiediamo un fondo aggiuntivo rispetto a quello dei 3 miliardi concordato già con Anci. Il mancato incasso di queste imposte avrà come conseguenza il blocco di molti servizi essenziali e l’impossibilità di andare incontro alle richieste delle imprese che chiedono una sospensione dei tributi locali quantomeno per il periodo di chiusura delle attività“.

Anche grande delusione sia per l’attuazione che per l’importo del bonus vacanze che avrebbe dovuto rilanciare il turismo regionale. Una misura definita dagli operatori inutile e poco sostanziosa.

“Noi ignorati speciali – rilanciano gli operatori del turismo – nel nostro settore c’è poco e niente: il credito di imposta non servirà a nulla, viste le prospettive di ripresa del turismo straniere in Italia. E anche il Fondo ha una dotazione irrisoria. Sembra quasi che il turismo, settore più colpito dall’emergenza, sia diventato l’ignorato speciale”.