La giunta regionale ha deciso di acquistare quella che fu la casa del giudice Rosario Livatino ucciso dalla mafia il 21 settembre 1990 e che da lì a poco divenne un simbolo della legalità e della lotta alla criminalità organizzata. Livatino, denominato “giudice ragazzino”, il 21 dicembre 2020 è stato proclamato Beato da Papa Francesco, risultando ad oggi il primo e unico magistrato Beato della storia della Chiesa Cattolica.
Con la delibera della giunta regionale si è dato mandato al Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana di compiere gli atti necessari e al Dipartimento Regionale Tecnico di determinare il valore della casa al fine di inserire l’immobile di particolare interesse storico-culturale nella “Rete delle Case Museo”. L’obiettivo è quello di far diventare l’abitazione di Viale Regina Margherita, 166 a Canicattì un luogo simbolo di legalità e farlo visitare sia agli studenti che ai turisti.
“La casa del giudice Livatino – ha dichiarato l’assessore regionale dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana Alberto Samonà – è un luogo dal fortissimo significato simbolico. Da quando, quasi un anno fa, è stato confermato il vincolo di tutela culturale della Soprintendenza, abbiamo lavorato con gli uffici per arrivare a un risultato che possa rendere fruibile la casa in modo permanente. L’immobile, una volta acquisito, entrerà a far parte a pieno titolo della Rete regionale delle case-museo, istituita dal governo Musumeci per mettere in collegamento i luoghi rappresentativi dei personaggi illustri della Sicilia”.





