La Scala dei Turchi a Realmonte

Torna ciclicamente, più o meno ogni primavera, l’affaire Scala dei Turchi. Una delle maggiori bellezze siciliane, la grande roccia bianca di Realmonte, in provincia di Agrigento, è per buona parte privata. I proprietari sono disposti a cederla a titolo gratuito al Comune o alla Regione, nella figura dell’Ente Parco archeologico Valle dei Templi, eppure le consuete lungaggini burocratiche frenano tutto. 

Prosegue così l’annosa contesa per la gestione della scogliera di marna situata sul versante sud occidentale della Sicilia, divenuta una delle attrazioni turistiche più famose dell’Isola da quando, nel 2011, Nero Giardini usò le marne gessose di Realmonte per un servizio fotografico. Da allora le immagini della scogliera, complice anche la diffusione dei social, divennero virali e iniziarono ad attrarre migliaia di visitatori ogni anno. 

Nel frattempo la Regione apre al pubblico la parte demaniale e immagina nuovi percorsi turistici di quella che, insieme all’Etna e all’arcipelago delle Eolie, rappresenta indubbiamente una risorsa importante per il destino turistico dell’isola.

Scelta da moltissimi registi del calibro di Giuseppe Tornatore quale teatro naturale di alcune scene dei propri film, tra i più importanti si ricordano Malèna, Il Commissario Montalbano, In Guerra per Amore, Arritmìa, la Scala dei Turchi è meta di un importante fenomeno di cineturismo. Nonostante ciò, anche questo dibattito torna ciclicamente e sembra destinato a farlo ancora a lungo, la celeberrima marna bianca di Realmonte non è ancora annoverata tra i patrimoni Unesco.

Dalla fine dell’Ottocento di proprietà della famiglia Sciabbarrà, la Scala dei Turchi è un patrimonio che è sempre più impegnativo da gestire da parte di un privato, e volendo essere deresponsabilizzati da qualsiasi vicenda patrimoniale, infortunistica, penale o amministrativa, gli Sciabbarrà hanno spesso manifestato l’intenzione di donare il bene al Comune di Realmonte

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Si è arrivati così, lo scorso anno, alla stipula di una convenzione per la gestione temporanea dell’area sino al luglio del 2023. La fine è quindi imminente, lecito chiedersi cosa accadrà a breve: persiste infatti l’intenzione degli Sciabbarrà di voler donare il bene nella sua interezza e non cambierebbe se i destinatari fossero il Comune, la Regione o l’Ente parco. 

Ad oggi ancora nessuna risposta risolutiva giunge, e il destino della Scala dei Turchi appare incerto, tanto più che negli ultimi anni è stata protagonista, sua malgrado, di alcune notizie di cronaca, crolli e incidenti che hanno coinvolto i turisti, scatenando non poche polemiche.

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