La scattata è un dolcetto tradizionale del comune di Alia, sul versante occidentale delle Madonie, in provincia di Palermo.
La ricetta risalirebbe ai primi anni del novecento, sarebbe stata tramandata sino ad oggi nelle famiglie del paese. Negli anni ’50 le scattate erano preparate dalle donne del paese per essere consumate nei banchetti dei festeggiamenti del paese e in varie cerimonie. Attualmente sono consumate soprattutto durante le festività natalizie, ma è possibile trovare la scattata tutto l’anno nei caffè del paese, nelle pasticcerie e nei forni di Alia.
Nelle famiglie, invece la produzione sta scomparendo poco a poco. Un gruppo di giovani del paese ha deciso di valorizzare questo dolce per trasformarlo in una risorsa per questo piccolo comune montano dell’entroterra siciliano.

La ricetta tradizionale prevede l’utilizzo di quattro semplici ingredienti: mandorle, coltivate nei mandorleti locali, pelate, sminuzzate e tostate, farina di grano tenero, zucchero, con l’aggiunta facoltativa di cannella e/o scorza di limone. Bisognerà miscelare gli ingredienti con un poco di acqua fino a ottenere una massa piuttosto consistente che va lasciata riposare mezz’ora. A questo punto con le mani umide di acqua si formano palline grandi come una noce che devono essere rotolate nei diavolini di zucchero colorati. Si depositano quindi le palline su una teglia che si pone in forno a 160°. Durante la cottura la piccola porzione di impasto si espande, in dialetto si dice “scatta”, dando una forma irregolare ai dolcetti e rendendo così unica ogni scattata. Di qui deriva appunto il nome.

Negli ultimi anni la Fondazione Slow Food per la biodiversità attraverso una capillare azione sul territorio ha deciso di rivalutare questo antico prodotto.

Nasce così l’idea progettuale, attraverso la partecipazione al bando “Democrazia Partecipata” del Comune di Alia, della presentazione del Presidio Slow Food “LA SCATTATA” che ad oggi a causa del coronovirus ha subito un rallentamento.

A cornice nascerà subito dopo la nuova Comunità Slow Food “I GIOVANI DI ALIA PER VALORIZZARE LE TERRE DI KOKALOS” (Cocalo Re dei Sicani che accolse in salvo Dedalo sfuggito dal labirinto e dalla furia del padre Minosse, quest’ultimo morto per mano del Re Sicano, dove la leggenda narra che le Grotte Gurfa siano la tomba del Re greco Minosse) che coinvolge non solo i ragazzi di Alia ma molti giovani dei comuni limitrofi (Roccapalumba, Valledolmo, Lercara Friddi, Castronovo Di Sicilia, Vicari), generando entusiasmo e rafforzando obiettivi comuni che possano portare sviluppo, cooperazione e voglia di fare e rivalutare proprio territorio in modo da offrire nuove prospettive di crescita seguendo i principi di Slow Food.

Gaetano Siragusa