Modica

Sono trascorsi 70 anni da quando Modica nell’immediato dopoguerra, contro ogni previsione e con una procedura innovativa per giovane realtà amministrativa siciliana, Modica acquisì dal Comune di Noto ben 20.000 ha di territorio, raddoppiando in un colpo il suo territorio.

Oggi Modica è la celebrata cittadina inclusa, insieme con il Val di Noto, nella lista dei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO per il suo centro storico, ricco di architetture barocche. Nota pure per il Cioccolato, ottenuto da una particolare lavorazione “a freddo” del cioccolato che esclude la fase del concaggio che ha ottenuto il riconoscimento DOP (Denominazione di Origine Protetta), vanta tra i suoi concittadini celebri il poeta Salvatore Quasimodo (1901 – 1968), premio Nobel per la Letteratura nel 1959, la cui casa natale oggi è visitabile.

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Il cioccolato di Modica

Nel dopoguerra i tempi erano difficili, tra l’altro Modica era uscita dal fascismo ridimensionata e mortificata per la scelta che il regime fascista aveva compiuto nel 1926 quando smembrata la provincia di Siracusa, preferì l’alloro piccolo borgo di Ragusa come nuovo capoluogo di provincia, per i favori e i meriti che aveva maturato con Mussolini il gerarca fascista ragusano Filippo Pennavaria. Fu così che i dodici comuni che facevano parte del circondario di Modica furono elevati a provincia con a capo Ragusa, sebbene Modica avesse le infrastrutture e i servizi per fungere da capoluogo. La cosa venne vissuta come un affronto dai modicani che giudicarono la scelta del Duce iniqua, ingiusta e antistorica.

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Ed così che nel dopoguerra si creano le condizioni per un parziale riscatto. I fatti si svolgono nella vasta contrada di Frigintini, un territorio che insieme ad altre piccole frazioni assomma a circa 27.000 ha. Frigintini è una frazione montana dei monti Iblei, con una forte economia che si basa principalmente sull’agricoltura e sulla zootecnia, centro pulsante di un pezzo importante e nevralgico dell’economia del comprensorio. Sebbene le aziende siano di proprietà quasi esclusivamente di modicani, la frazione si trova nel vasto territorio di Noto.

Sulla dx Giovanni Rando

Gran merito per il passaggio ammnistrativo del territorio vasto della contrada a Modica è da attribuire a Giovanni Rando che per questo fu insignito del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica. Non fu un’operazione indolore che costò ingiustamente al Rando anche un mese di prigione. Ecco i fatti. Giovanni Rando in qualità di segretario dei coltivatori diretti della sezione aperta espressamente a Frigintini, colse i disagi dei tantissimi piccoli coltivatori diretti modicani (per il 95% possessori dei terreni della contrada rispetto ad un 5% di ragusani mentre nessun netino possedeva terreni) costretti ad andare a Noto e a Siracusa per sbrigare gli adempimenti burocratici con gravi disagi tenuto conto anche del vetusto sistema viario di allora.

Fu così che nel 1946 raccolse 2.500 adesioni alla richiesta di passaggio amministrativo al Comune di Modica, ma il comune di Noto si mise di traverso tanto venne ordinato ai residenti di non trebbiare, previa autorizzazione del comune netino. Un vincolo che danneggiava non poco gli agricoltori e pertanto Rando, in qualità di segretario dei coltivatori diretti, presentò ricorso avverso tale ordinanza. Il sindaco di Noto denunciò Rando per istigazione alla disobbedienza civile. Subì l’arresto e due processi da cui usci con sentenza di assoluzione. Nel frattempo il disegno di legge che doveva decretare al passaggio dei territori al comune di Modica venne presentato il 19 gennaio 1950.

L’iter legislativo si concluse nel 1952 e fu così che 27.000 ettari di territorio di Noto furono annessi alla provincia di Ragusa, di cui 20.000 a Modica e i restanti 7.000 a Ragusa, l’acerrima nemica che in pratica ricevette questo insperato regalo senza muovere un dito. A sostenere la battaglia di Rando e dei residenti di Frigintini fu l’allora sindaco di Modica l’avvocato Gaspare Basile, e l’assessore ai lavori pubblici, l’avvocato Emanuele Sulsenti, presero per ovvi motivi a cuore la vicenda e interessarono il già l’onorevole Fedele Romano, deputato regionale, che perorò l’importante causa a Palermo.

Da allora Frigintini divenne il centro propulsivo del riscatto economico del comprensorio grazie ad un’agricoltura e una zootecnia moderna e innovativa ed è giusto ricordare le gesta di Giovanni Rando per la sua battaglia di grande valore civile.

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