Bello e imponente, simile al Pantheon, il tempio di Segesta sembra proprio evidenziare il passaggio dei greci nella terra siciliana. Del resto le alte colonne e le forme sinuose sembrano non lasciare spazio a dubbi. Invece, questa bellezza antica, isolata nel bel mezzo di un mare di colline e tra agavi, ginestre ed ulivi, è da ricondurre agli Elimi, un antico popolo d’origine italica della Sicilia occidentale.

Segesta rientra nella lista di alcune delle principali città fondate da questo popolo che si va ad aggiungere ad Erice e Iaitias. A Segesta, in particolare, si svolgeva la vita del popolo Elimo: qui si trovava, infatti, il centro politico ed amministrativo e ben presto raggiunse un ruolo di primo piano nel bacino del Mediterraneo. La città occupava la sommità del Monte Barbaro mentre al di fuori delle cinte murarie, lungo le antiche vie di accesso alla città, si trovavano due importanti luoghi sacri: il santuario di Contrada Mango e il Tempio la cui costruzione, per anni, è stata erroneamente attribuita ai greci. Innalzato sulla cima di una collina isolata tra il 430 e il 420 a.C., fu costruito in stile dorico, con ben 36 colonne complessive, bianche, non scanalate e alte ben dieci metri.

Questa è una zona di scavi dove stanno emergendo altri importanti elementi che ancora oggi fanno discutere gli studiosi, divisi sulle origini. C’è, infatti, chi sostiene che le fattezze greche si debbano ad un architetto ateniese a cui fu commissionato il progetto, mentre per altri il Tempio può essere stato costruito secondo la falsa riga greca per dare prestigio ad un luogo di culto indigeno. Per altri ancora, invece, quello di Segesta doveva essere sì un tempio, ma dedicato al culto greco e poi rimasto incompleto, vista anche la mancanza della cella, forse a causa di una guerra o ad uno scontro tra popoli imminente.

Certo è che questo è uno dei templi più interessanti e meglio conservati della Sicilia; un tesoro assolutamente da scoprire per chi è in vacanza in queste meravigliose zone e vuole conoscerne la storia. Raggiungerlo, del resto è semplice: l’area archeologica si trova a Calatafimi, in provincia di Trapani (dove ci trovano anche bellissime spiagge) e dista meno di 80 chilometri da Palermo. Una volta qui sarà possibile ammirare non solo il tempio, ma anche il teatro, scavato in parte nella roccia della collina. Insomma, una meta perfetta per i viaggiatori che amano i luoghi storici, insoliti e ricchi di mistero e per visitare un altro lato della Sicilia, considerata una delle più belle isole al mondo.