Dopo essere stata ormeggiata a Palermo a luglio, l’Amerigo Vespucci, considerato il veliero più bello del mondo, tornerà in Sicilia ed oltre ad essere ammirata nel suo splendore potrà anche essere visitata.
La nave scuola Amerigo Vespucci, la più longeva della flotta della Marina Militare italiana, torna in Sicilia, infatti, arriverà al porto di Trapani martedì 23 agosto e ripartirà il giorno successivo. L’imbarcazione potrà essere visitata a bordo gratuitamente e non occorrerà prenotarsi, basterà soltanto recarsi alla banchina del porto di Trapani dalle ore 15 alle ore 22 e mettersi in fila. La sosta a Trapani sarà occasione per gli allievi, 143 cadetti di cui 13 di nazioni che hanno programmi di collaborazione con la Marina Militare, di visitare la città e accogliere gli ospiti a bordo.
L’ Amerigo Vespucci fu progettata dall’allora tenente colonnello del Genio Navale e ingegnere Francesco Rotundi alla fine degli anni ‘20. Il veliero venne impostato nel cantiere di Castellammare di Stabia il 30 maggio del 1930, varato il 22 febbraio 1931 e consegnato alla Marina Militare il 2 luglio dello stesso anno. L’imbarcazione è una nave a vela con motore; dal punto di vista dell’attrezzatura velica è “armata a nave”, quindi con tre alberi verticali (da prora verso poppa: trinchetto, maestra e mezzana) più il bompresso obliquo a prora, a tutti gli effetti un quarto albero.
Le 26 vele sono ancora in tela olona, le cime sono tutte ancora di materiale vegetale, e tutte le manovre vengono rigorosamente eseguite a mano; ogni ordine a bordo viene impartito dal comandante, tramite il nostromo, con il fischietto; l’imbarco e lo sbarco di un ufficiale avviene con gli onori al barcarizzo (l’apertura del parapetto di una nave, attraverso la quale si accede al ponte dall’esterno, mediante una scala o una passerella) a seconda del grado dell’ospite.
Il veliero impiega prevalentemente 24 vele, 14 quadre infierite sui pennoni e 10 di taglio (i fiocchi a prora, tra il bompresso e il trinchetto; gli stralli tra gli alberi verticali e la randa a poppa, tra il boma e il picco agganciati alla mezzana). L’altezza della sommità dell’albero di maestra rispetto alla linea di galleggiamento è di 54 metri, la superficie velica complessiva supera i 2.700 metri quadrati e la lunghezza di tutte le manovre che corrono per la nave e l’alberata è maggiore di 30 chilometri.





