L’inaugurazione al Porto di Palermo del nuovo cruise terminal frutto della rifunzionalizzazione della vecchia stazione marittima, grazie ad un investimento di 40 milioni di euro e sette anni di lavoro, da il segno della crescita del circuito economico legato alla portualità di cui il movimento crocieristico è parte fondamentale.
Il settore delle crociere ha dimostrato infatti, negli ultimi anni, di essere un segmento di fondamentale importanza per il turismo siciliano e di generare un importante indotto d’affari, sia direttamente che indirettamente. Infatti il turismo dopo due anni, tornerà a essere sostenuto considerevolmente anche dalle crociere che si traducono in economia per le città di approdo. Studi del settore dicono infatti che ogni passeggero lascia 74 euro. Senza contare che, qualora il crocierista si innamori della città, la sua tappa mordi e fuggi, in futuro, potrà trasformarsi in una vacanza più lunga.
Un dato per tutti il numero dei crocieristi previsti nel 2022 nei porti siciliani: 1,5 milioni di passeggeri di cui un movimento di 500mila passeggeri per 240 approdi già pianificati, solamente per il porto di Palermo, che se le navi viaggiassero a capienza piena, come accadeva prima della pandemia, potrebbero essere sulla carta un milione.
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Una crescita impetuosa per un comparto che si è rivelato strategico per l’economica turistica del territorio isolano. D’altronde il traffico crocieristico porta con sé un indotto che include le attività culturali e ricreative, tenendo conto di quanti turisti sbarcano nelle grosse città siciliane foraggiando anche il settore commerciale (ristoranti, negozi di abbigliamento, calzature , souvenir etc….) alimentando il turismo esperienzale da ricordare e raccontare ad altri potenziali fruitori.
Un comparto fortemente in ascesa a tal punto che nella classifica dei 70 porti interessati dal traffico crocieristico in Italia, i porti di Palermo e Messina si trovano in maniera stabile nei primi dieci posti, mentre quello di Catania è cresciuto negli ultimi anni in maniera esponenziale, triplicando in breve tempo i passeggeri.
La crescita poderosa delle potenzialità ancora inespresse del porto di Palermo si evincono dalla dichiarazione di Pasqualino Monti presidente del’Autorità Portuale della Sicilia Occidentale a cui afferisce la gestione del porto palermitano : “Pochi anni fa a Palermo potevano attraccare due navi alla settimana, ma adesso ne riusciamo a gestire anche 4- 5 al giorno e parliamo di ammiraglie delle grandi compagnie, che prima erano troppo grandi per entrare nell’area portuale. Stiamo lavorando inoltre per trasformare Palermo in un porto di imbarco e sbarco, da cui finisce e inizia una crociera, in modo tale da attirare turisti che hanno l’opportunità di arrivare qui in aereo e trascorrere più giornate sul territorio”.
Il Mediterraneo in questa fase temporale è protagonista nello scenario mondiale per arrivi crocieristici. Un periodo d’oro del movimento crocieristico che ha consentito alla Sicilia, nella fase pre-covid, di consolidare in ambito nazionale il quinto posto, con 1.144.000 passeggeri e 733 attracchi. Una classifica che vede primeggiare la Liguria, in cui si concentra l’83% delle agenzie che gestiscono gli scali delle navi in tutti i porti d’Italia e di seguito il Lazio, il Veneto e la Campania.





