Sembra assurdo solo pensarlo, uno scherzo molto anticipato del prossimo carnevale che arriva con la Befana, un controsenso dell’incongruenza se non fosse tutto vero, o almeno questa è l’ipotesi.

La mattina del 5 gennaio la comunità delle Alte Madonie – nella fattispecie i comuni di Petralia Sottana e di Castellana Sicula – si è svegliata con questa notizia una autentica doccia gelata a dispetto della stagione e del momento di” congelamento” di un intero territorio causa Covid.

Tra il 4 e il 5 gennaio esce dopo ben sei anni la lista detta “Cnapi” mappatura delle aree idonee che potrebbero ospitare il Deposito nazionale dei rifiuti radioattivi italiani, ovvero, Carta delle aree potenzialmente idonee.
Sono 67 le aree individuate che rispondono ai 25 criteri stabiliti tra il 2014 e il 2015:
cinque macro zone tra le quali, udite udite, c’è anche Matera, patrimonio UNESCO.
Se in Sardegna siamo a 14 zone (?!) in Sicilia sono 4 aree nelle province di Trapani, Palermo, Caltanissetta e rispettivamente nei Comuni di Trapani, Calatafimi, Segesta, Castellana Sicula, Petralia Sottana e Butera.
Al di là della credibilità professionale degli esperti che hanno redatto tale l’elenco sulla quale non esprimiamo nessun parere o dubbio, ci viene quanto mai difficile immaginare l’area archeologica di Segesta dove regnano sul paesaggio un tempio e un teatro millenari, associata ad un sotterraneo sarcofago contenente tonnellate di scorie radioattive e magari pure segnalato con apposite tabelle accanto a quelle turistiche.

Il discorso non fa una piega nemmeno per le altre tre aree designate tutte egualmente portatrici di interessi economici legati al comparto turistico e culturale, nonché a vocazione agricola, che genera flussi e movimenti di incoming che crollerebbero definitivamente.

Tornando alle nostre Madonie è la dichiarazione che ci ha rilasciato Leonardo Iuri Neglia Sindaco di Petralia Sottana – che riportiamo fedelmente – a sottolinearne la profonda amarezza che ha seguito lo stupore per una scelta così sconsiderata, che non può e non potrà mai essere avallata e sostenuta.

Leonardo Iuri Neglia – Sindaco di Petralia Sottana

“Fermo restando la assoluta necessità di arrivare alla creazione del deposito unico nazionale per le grandi quantità di materiali radioattivi che l’Italia continua a gestire al di là delle regole internazionali ed a volte con rischi anche gravissimi, ci colpisce la scelta del territorio Petralese che, rimanendo da sempre ai margini delle grandi scelte infrastrutturali nazionali, finisce per essere attenzionato esclusivamente quando c’è da collocare qualcosa che ad altri non fa gola.
Le contrade poste a Sud del nostro vasto territorio e condivise con Castellana Sicula, sono luoghi di agricoltura, gravati già da una viabilità precaria e difficile sulla quale il peso di una eventuale simile installazione suonerebbe come un esponenziale aumento dei fattori di rischio.
Sappiamo che siamo ancora alla fase di scelta ma tutto ciò stride con tutte le azioni che le amministrazioni madonite stanno mettendo in atto per migliorare la qualità della vita nelle nostre comunità e con la vocazione naturalistica delle Madonie. Ci opporremo con forza a quelle che appaiono decisioni penalizzanti per le nostre genti ed i nostri territori.”

Non possiamo aggiungere altro a questo che è un chiaro ed esaustivo messaggio verso la comunità e verso tutti gli organi preposti a questa futura decisione, della volontà che esprime una ferma opposizione che, se sarà necessario, coinvolgerà ogni abitante del comprensorio tra i più preziosi, belli e esclusivi del territorio nazionale, in una battaglia aperta e senza esclusione di colpi, sempre nell’assoluto rispetto delle regole ma che non farà sconti a nessuno.

A questo 2021 che si apre con l’augurio di uscire presto dal profondo tunnel covid, si associa adesso la speranza di non dovere affrontare e finire nel vortice del buco nero di una vicenda ancor più dolorosa.