Dal syrah al catarratto agli altri grandi vini del territorio che ricadono nella Monreale DOC. In questa nuova edizione del Camporeale Day anche tanti cooking show con noti chef siciliani e prodotti di eccellenza come la vacca Cinisara.
Le Masterclass del Camporeale Days si rivelano sempre un grande momento di studio e approfondimento per capire e apprezzare un territorio, quello dell’Alto Belice, ricco di eccellenze: dal vino al grano, dall’olio extra vergine di oliva agli allevamenti di razze autoctone come la vacca cinisara.
La prima masterclass dedicata ai vini bianchi da invecchiamento, condotta da Francesco Abate, Responsabile Sicilia della guida Slow Wine di Slow Food, ha previsto una degustazione di 4 catarratto ed 1 chardonnay.
L’evoluzione dei vini bianchi di questo areale dà ottimi risultati, soprattutto sul catarratto che qui trova un microclima ideale. Nelle diverse etichette dei diversi produttori, per vini che vanno dal 2019 al 2015, ritroviamo la stessa uva, magari vinificata in modo diverso dai diversi produttori. Questi vini riescono a mantenere le loro caratteristiche originarie, di frutta fragrante e agrumi freschi nelle annate più recenti, e da queste riescono ad ampliare negli anni un bouquet che si fa sempre più ricco e intrigante, portandoli a sviluppare sentori più dolci e mielati, pur mantenendo sempre quella trama fruttata.

In questa ottava edizione del Camporeale Days per la prima volta partecipa anche il Consorzio di tutela della Vacca Cinisara. Quest’ultima è una razza bovina diffusa nel palermitano che ha rischiato l’estinzione passando da 14.000 capi a poco più di 3.000. Oggi grazie al lavoro di alcuni produttori e del Consorzio sta riacquistando valore e mercato.
La vacca Cinisara, che pare prendere il nome non dalla città di Cinisi ma dal termine dialettale “ginisi” ovvero quel carbone che si usava anticamente per scaldare le case, si presta molto sia per la produzione di carne che per quella di salumi e formaggi, come il caciocavallo di Cinisara. A tal riguardo si stanno portando avanti diversi studi su questa razza per affermare che la sua carne, ricca di grasso e con una bella marezzatura, sviluppa molti omega 3.

Abbiamo degustato, durante la Masterclass, un hamburger e del caciocavallo di vacca Cinisara: l’hamburger (carne di femmina di 18 mesi) ha una carne gustosa, succosa, tendente al dolce con una bella parte grassa. Il caciocavallo, formaggio a pasta filata a latte crudo, ha un sapore deciso e saporito. In abbinamento un vino del territorio, La Monaca Syrah di Sallier De la Tour.

Altri momenti importanti al Camporeale Days sono stati i cooking show con chef stellati o consigliati dalle migliori guide enogastronomiche. Abbiamo seguito il cooking show dello chef Giuseppe Costantino del ristorante Terrazze Costantino (Sclafani Bagni, PA) che ha preparato una sfera di tartare di manzo con all’interno una bavarese di ricotta e cavolicelli, passata in una panatura croccante di pane di cereali, segale e nocciole di Polizzi e servita su una salsa ai funghi porcini. Tartare dal sapore delicato, con un ottimo bilanciamento attraverso la salsa ai funghi porcini. In abbinamento alla tartare un Nero d’Avola di Candido Vini.
Terminiamo le nostre Masterclass con la degustazione guidata da Luigi Salvo, Sommelier AIS e Direttore di Vinup.it, che ci porta in un viaggio tra i Syrah di Sicilia e degli Stati Uniti.

Abbiamo degustato 4 Syrah siciliani, 3 Syrah californiani e un Petit Syrah sempre californiano, per capire come il nostro territorio si confronta con le altre zone vitivinicole del mondo.
Tutti vini del 2017 che fanno passaggio in legno, al fine di portare avanti un ragionamento quanto più neutro possibile. Il risultato è una scoperta straordinaria.
I vini siciliani risultano freschi, fragranti, con un frutto vivo, con profumi floreali e note speziate, riuscendo a reggere il confronto con i vini californiani che per loro natura e per gusti d’oltreoceano risultano più “grassi”, pieni, ricchi di estratto ma altrettanto eleganti e spesso con sentori fumè.
Cosa diversa per il Petit Syrah, che per le caratteristiche dell’uva, anche se il nome evoca il Syrah, ha poco a che fare con i tipici sentori del Syrah. Infatti, quest’ultimo esprimeva note molto più vegetali che ricordano le foglie dell’ulivo e il peperone.
Il Camporeale Days si dimostra, come ogni anno, una bella manifestazione che ci fa scoprire un territorio bello, fatto di gente che lavora la terra e che produce prodotti di indiscusso valore.





