Le emozioni sono tante, accompagnate da sogni e dalla voglia di raccontare il proprio territorio con creazioni, frutto di tecnica ed eccellenza delle materie prime. Tutto questo è presente nelle parole degli chef nuove stelle Michelin, protagoniste oggi dell’alta ristorazione siciliana.
Dopo giorni di trepida attesa è arrivato il verdetto della sessantottesima edizione della Guida Michelin, una delle più autorevoli al mondo in campo enogastronomico. La presentazione delle nuove Stelle Michelin italiane si è svolta martedì 8 novembre, in Franciacorta, una terra piena di tradizioni e cultura, caratterizzata dalla produzione di vini realizzati con il metodo champenoise.
Anche quest’anno la Sicilia entra nell’olimpo dell’alta cucina con quattro nuove realtà gastronomiche di eccellenza fregiate con una stella Michelin; passione, amore per la cucina e per la propria terra, coraggio nell’osare e soprattutto la forza scaturita dallo spirito di condivisione con il proprio team, sono gli elementi “segreti” che hanno permesso a questi giovani e brillanti chef di ottenere uno dei riconoscimenti più ambiti e importanti del mondo della ristorazione mondiale.
Metodi di cucina e preparazioni diverse in grado di stupire i palati più raffinati con semplicità e materie prime eccellenti, elaborate in connubio a tecniche di preparazione innovative, ma tutte accomunate da tre grandi componenti: sogni, duro lavoro e perseveranza.
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Conosciamo meglio la storia e il concept dei 4 nuovi chef stellati e le dichiarazioni dopo il momento della loro proclamazione e il ritorno nelle loro cucine.
Andiamo al primo che è Davide Guidara giovanissimo chef del ristorante “I Tenerumi” a Vulcano, coraggioso e determinato con una grande esperienza professionale alle spalle. In questa occassione è stato premiato come Giovane chef 2023 per la Guida ed insignito anche di una Stella verde, premio alla sostenibilità riconosciuto grazie al menù del ristornate che propone una cucina interamente vegetale, ricca di piatti innovativi realizzati con prodotti genuini e autoctoni provenienti dal territorio. La sua filosofia è imperniata sul rispetto e la salvaguardia dell’ambiente in tutta la filiera utilizzando ingredienti di origine biologica e sfruttando l’energia proveniente da impianti solari e fotovoltaici.

D: «Giovanissimo è riuscito a conquistare il palato degli esperti più esigenti come quello della Guida Michelin. Qual è stata la reazione nel ricevere questo importante riconoscimento?»
R: «Sicuramente una travolgente combinazione di emozioni. Sono molto felice e grato di questo riconoscimento, ancora a distanza di qualche giorno sto cercando di metabolizzare tutto quello che è accaduto sul palco».
Palermo brilla nuovamente con la stella ottenuta dallo Chef Carmelo Trentacosti del ristorante MEC, in Corso Vittorio Emanuele sito in un palazzo storico nel cuore storico della città. Siciliano di origine, anche se nato in un piccolo paese della Germania del nord, porta nella sua cucina tutti i colori e i sapori della sua terra all’interno di uno stile semplice ed elegante dove la tecnica e il rispetto della materia prima diventano i suoi punti di forza. Allievo del bistellato Nino Graziano è riuscito a seguire nel corso degli anni un percorso di formazione ricco di collaborazioni con i maestri dell’arte gastronomica italiana di fama internazionale come lo chef 3 stelle Michelin, Enrico Bartolini.

D: «Tanta emozione e attesa per un riconoscimento che aspettavate con trepidazione. Cosa ha provato quando ha sentito pronunciare il suo nome?»
R: « Sicuramente una forte emozione per un riconoscimento così importante che non rappresenta un punto d’arrivo ma solo un gradino da cui partire per continuare a crescere e migliorare. Non smetteremo mai di alimentare la nostra conoscenza e passione per un mondo come quello della ristorazione che amiamo; non solo, continueremo a coccolare i nostri clienti come abbiamo sempre fatto arricchendo la nostra proposta gastronomica» .
A Taormina invece grande emozione per il grande ritorno dello chef Massimo Mantarro che riprende 1 delle 2 stelle che aveva ricevuto prima della chiusura per ristrutturazione del Principe Cerami al Four Season San Domenico Palace. Nato a Piedimonte Etneo ma cresciuto a Calatabiano, lo chef Massimo Mantarro fin da piccolo ha avuto le idee chiare: diventare un cuoco come lui stesso definisce “autentico e sincero”. Narratore della nuova cucina siciliana è riuscito a collezionare significative esperienze a Venezia, Parigi, in Campania fino ad arrivare a Taormina; incontri e insegnamenti che gli hanno permesso di creare una propria identità di cucina fatta di semplicità e attenzione per la qualità delle materie prime locali.

D: «Il 2022 un anno molto importante che lo vede protagonista con la riconquista della stella Michelin. Qual è stata la sua reazione? E il suo segreto?»
R: «Una grande emozione provata già 2 volte ma la terza è come se fosse la prima. Tutto questo è stato possibile grazie a un team perfettamente coeso che ha sposato un progetto di cucina e di vita. Non c’è un segreto, la passione e la forza dello spirito di squadra insieme rappresentano la chiave vincente per arrivare a raggiungere i propri sogni e obiettivi ».
New entry anche a Bagheria con lo Chef Nino Ferreri e il suo Limu, aperto da poco più di un anno nel comune palermitano. Limu in arabo-persiano significa limone, un frutto presente in molte preparazioni simbolo per eccellenza della Sicilia e anche un omaggio alla città di Bagheria, patria del limone Verdello. Classe 1989, Ferreri nei suoi piatti porta tutto l’amore per la condivisione e per la tradizione gastronomica siciliana; la materia prima, rigorosamente stagionale elaborata con grande maestria diventa un’opera d’arte contemporanea dalle forme, sapori e profumi che conquistano.

D: «A un solo anno dall’apertura, Limu è diventato un punto di riferimento dell’alta ristorazione. Cosa significa essere stato insignito della stella Michelin?»
R: « Significa studiare, approfondire, non smettere mai di ricercare per accrescere e migliorare sempre più l’offerta gastronomica grazie anche a un team composto da ragazzi specializzati provenienti da importanti esperienze lavorative nell’alta ristorazione. Il nostro principale obiettivo sarà coccolare il cliente ed accompagnarlo nell’esperienza che andrà a vivere, in ogni suo aspetto, all’interno della sala.»




