Taverna Azzurra

Riprendiamo un nostro articolo appena pubblicato sulla testata nazionale Italia a Tavola con le interviste ai proprietari di noti locali cittadini.

Osteria Ballarò

Cominciamo da un ristorante Osteria Ballarò in pieno centro storico, in tempi normali 100 coperti, ora 70 più sei tavolini all’esterno che ormai non sono più utilizzati. Parla il proprietario Gianluca Buono che lo gestisce assieme alla moglie Doriana Ribaudo. «Per noi cambia poco o nulla rispetto ad un mese fa. Noi già alle 23 chiudevamo la cucina quindi il limite a mezzanotte non ci penalizza. Anzi se ci si basa sulla filosofia del Dpcm potremmo essere favoriti perché si dovranno limitare i ricevimenti privati per cui le persone potrebbero essere indotti a frequentare più un ristorante dove le attenzioni sanitarie sono sicuramente più affidabili. Questo in via teorica, nella realtà si deve vedere come cresceranno i contagi e specialmente i ricoveri, in tal caso la gente tenderà a non uscire da casa».

I problemi sono principalmente per le enoteche con mescita, le birrerie, i wine bar e similari, frequentati particolarmente dai giovani con l’abitudine di socializzare e consumare in piedi, in gruppi, muovendosi tra i banconi, il locale e l’esterno, che non potranno fare più.

Hic! La Folie du Vin

Cominciamo l’indagine con un locale nella zona movida del centro novecentesco di Palermo: Hic! La Folie du Vin, in una traversa di viale Libertà. Raccogliamo l’accusa del proprietario Giuseppe D’Alessandro nei riguardi dell’amministrazione comunale: «Nel mio locale i clienti prendono un calice di vino o una birra e quasi tutti rimangono in piedi, ho solo 10 posti all’interno più una ventina fuori. Nonostante le difficoltà non ho licenziato nessuno, ma le istituzioni ci devono aiutare, finora non ho visto un euro né dal Bonus Sicilia né dallo Stato. Avremmo potuto compensare, specie ora che non è più possibile consumare in piedi, se l’amministrazione comunale funzionasse. Ben cinque mesi fa ho prodotto istanza allo Sportello Unico Attività Produttive del Comune, Suap, per aumentare la superficie esterna, dopo mesi arriva il controllo della polizia e mi fanno i complimenti per come avevo rispettato le norme, subito dopo arriva la polizia municipale e mi eleva verbale per occupazione abusiva di suolo pubblico. Il presidente Giuseppe Conte aveva dichiarato che subito si sarebbero autorizzati gli aumenti di occupazione esterna, ma non aveva considerato il sindaco Leoluca Orlando e la sua efficientissima burocrazia. Ancora non solo non hanno dato risposta all’istanza ma addirittura non trovano la pratica. La verità è che con questa amministrazione non si può fare sana imprenditorialità, bisognerebbe scappare». Questo il suo grido di dolore.

Qvivi

Ezio Giacalone, titolare del bar drinkeria Qvivi in piazza Rivoluzione, uno del luoghi più frequentati del centro storico, ha osservato: «Non abbiamo tavoli al chiuso, tutta la nostra attività si svolge all’aperto sotto tendoni anche in inverno; in pratica alla mescita si aggiunge la nostra pizzeria da asporto limitrofa, che ci completa l’accoglienza, i clienti ordinano le pizze e senza fare ressa si siedono ai tavoli del bar, cominciano a bere e poi sono chiamati con cercapersone e potranno consumare le pizze. Quindi in teoria non dovrebbe cambiare molto però temo che psicologicamente la gente sarà condizionata e uscirà meno, inoltre verranno a mancare i tanti giovani che non si sedevano ma consumavano in piedi. Già nei mesi scorsi la nostra attività ha avuto un calo del 70% per l’assenza dei turisti, nonostante ciò non ho licenziato nessuno. Martedì eravamo chiusi per turno ma i locali adiacenti erano completamente vuoti, spero principalmente per il tempo non favorevole».

Taverna Azzurra, olio su tela di F. Licciardi

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