Se l’Etna spicca per i suoi vini, è forse negli spumanti che dà addirittura il meglio in quanto il Nerello Mascalese, il Carricante e il Pinot, per quel poco che c’è, riescono ad assorbire da quei terreni le migliori sostanze, e nei terreni vulcanici ce ne sono tante.
Inoltre le escursioni termiche intense e l’arrivo delle brezze del vicino mare danno grande freschezza ed eleganza, insomma gli spumanti, specie metodo classico, riescono a stare al pari dei più blasonati Cava, Champagne, italiani.

In questo panorama un marchio privilegiato, anche nella storia, è costituito da Cantine Nicosia che a Trecastagni nel versante sud-est, rappresenta una delle più antiche aziende iniziando alla fine del diciannovesimo secolo. Oggi è una moderna azienda, molto orientata all’enoturismo, anche con una pregiata Osteria dove i loro vini si affiancano a gustosi ed interessanti piatti. Un’azienda familiare, arrivata alla sesta generazione con i piccoli, guidata da Carmelo Nicosia e dai figli Graziano e Francesco e condotta da una dirigenza in gamba, Antonio Caruso commerciale e Antonio Marino marketing che devono vendere le circa 2milioni di bottiglie prodotte annualmente e con una preparata enologa donna, ed è un ulteriore pregio, Maria Carella che anche negli spumanti non sfigura davanti agli chef de cave della Champagne.

Sull’Etna attualmente possiedono 50 ha di vigneti che a breve diventeranno 85, spiccano i cru delle contrade Monte Gorna e Monte San Nicolò da dove proviene la maggior parte delle uve da spumante, nel futuro immediato ulteriori 40 ha in corso di impianto a Linguaglossa, nel versante nord. Completano la proprietà 60 ha a Vittoria, nel Cerasuolo Docg e 20 a Noto. I Nicosia, consci della bontà dei loro spumanti, anche alla stregua dei riconoscimenti delle più importanti guide anche internazionali e delle medaglie vinte, puntano sempre più su questa tipologia che già raggiunge le 25.000 bottiglie.
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Gli spumanti metodo classico etnei di Nicosia sono tre, tutti dal nome Sosta Tre Santi Brut: Etna Doc blanc de noirs da Nerello Mascalese, Etna Doc Rosato sempre da Mascalese, Carricante Doc Sicilia blanc de blanc, tutti millesimati. Più che brut sono pas dosé, detti anche nature, cioè senza zuccheri aggiunti, qualità che ancora non può essere indicata in etichetta in quanto il disciplinare della Doc, per fortuna in corso di revisione, non prevede ancora l’extra brut, il nature ed il vitigno Carricante. Un quarto spumante Sessantamesi che si trova nei lieviti appunto per 60 mesi, uscirà nel 2023, oltre che nel 2020 in occasione dei 120 anni dell’azienda. Stanno sui lieviti altre versioni con lunghe prese di spuma.

Per tutti, le uve provengono dagli stessi vigneti a quote sui 700 m, stessa accurata selezione dei grappoli, stessi lieviti, stessa attenzione alle temperature e alla vinificazione, chiaramente il rosato effettua anche una macerazione di alcune ore per il colore e gli estratti. Degustiamoli nella sboccatura 2022.
Etna Doc Brut, 30 mesi e oltre sui lieviti, colore paglierino, al naso è una fusione di leggere note fruttate e floreali intrise di pietra focaia e di crosta di pane, intenso ed elegante; in bocca è verticale, ben secco, acidità e mineralità presenti in un insieme armonico e strutturato.
Carricante, minimo 20 mesi di presa di spuma, colore paglierino, all’olfatto fiori di campo e più frutta contornata da sentori erbacei e un po’ speziati, sempre di fascino e complesso; in bocca le note secche e minerali incontrano vaghe sensazioni di miele e frutta secca, anch’esso in grande equilibrio.
Etna Doc Rosato, oltre 20 mesi sui lieviti, colore rosa antico che già attrae, un olfatto più complesso, più ampio in cui le spezie sono più presenti affiancando piccoli frutti rossi e a polpa gialla; al palato una maggiore struttura, si arriva a sentire il tannino delicato che va a braccetto con la mineralità.

I tre spumanti sono caratterizzati da una bevibilità notevole, da una perfezione realizzativa; se possiamo riassumere le differenze diciamo che il Doc è più elegante, più minerale, il Carricante presenta immediatezza, è più piacione, più rotondo, il Rosato è universale, maggiormente complesso ma sempre identitario. Per gli abbinamenti sono tre vini da tutto pasto, a cominciare dall’aperitivo, il Carricante lo preferiamo con i crostacei, il Rosato se c’è più carne, comunque potete tranquillamente considerarli intercambiabili. Come tutti i brut e più secchi non osiate accompagnarli con i dolci, con le torte magari di compleanno o di matrimonio, è l’unico abbinamento che costituisce un’offesa.
Prezzi da 18 a 22 euro in enoteca o nel sito della cantina.
Per informazioni potete guardare il sito: www.cantinenicosia.it





