La Carne in Sicilia rappresenta un prodotto amato e utilizzato in ricette della tradizione e delle feste purché provenga da filiere controllate, garantisca qualità e assicuri sostenibilità ambientale.

Nell’antica Grecia la carne era considerata un cibo di lusso e veniva consumata solo dai gruppi sociali più abbienti. Nel Medio Evo la cultura monastica ha esaltato il valore della carne per cui l’astensione aveva un significato di penitenza. Oggi la carne ha recuperato il suo ruolo ed è un alimento indispensabile per un regime alimentare equilibrato: una fonte proteica ad alto valore biologico. Le sue proteine, molto simili a quelle umane, sono facilmente utilizzabili dall’organismo per soddisfare i processi metabolici in cui sono coinvolte: produzione di ormoni, enzimi, neurotrasmettitori, anticorpi, rinnovo cellulare, coagulazione del sangue, contrazione muscolare.

Seppur nell’estrema variabilità dovuta alla specie, ai tagli e alle caratteristiche dell’animale considerato, la carne è ricca di proteine, ferro, vitamine, e sali minerali ed è essenziale prevederne il consumo all’interno di un modello di alimentazione mediterranea, naturalmente con moderazione e soprattutto prestando attenzione alla provenienza dell’animale e alla parte da consumare. Il contenuto proteico, capace tra l’altro di stimolare la secrezione dell’ormone della crescita, associato alla presenza del ferro, contribuisce a rendere la carne un alimento di primaria importanza nell’ alimentazione di sportivi, bambini, ragazzi, anemici e donne in gravidanza.

Foto estratta dal Progetto “Carni di Sicilia”

La Comunità Scientifica consiglia un uso equilibrato di questo alimento, la certificazione della filiera, il controllo dell’alimentazione degli animali, quantità di consumo ridotte, cottura adeguata e attenzione alla trasformazione (solfiti, conservanti). Il World Cancer Research Fund, l’organizzazione internazionale per la prevenzione del cancro, ha affermato di non superare il consumo settimanale raccomandato per la carne rossa che equivale a 300 grammi. Tutte le persone che per svariati motivi seguono delle diete a base di proteine, sono più a rischio di contrarre patologie tumorali, diabete, problemi cardiovascolari, infarto ed obesità. La cottura della carne è necessaria/auspicabile per sviluppare i sapori e per distruggere gli organismi nocivi ma è necessario vigilare perché gli studiosi hanno associato alcuni metodi di cottura (temperature elevate) allo sviluppo di neoplasie.

La carne ha un posto nella Dieta Mediterranea. Come consiglia Angel Keys bisogna consumarla 2 volte la settimana, prestando particolare attenzione alla cottura, evitando quella eccessiva (la bruciatura), e riducendone la lavorazione (affumicare, salare, aggiungere conservanti). Attenzione alle scelte di totale eliminazione della carne. La perdita di massa muscolare è la causa che innesca nell’anziano una progressiva fragilità. Diversi studi dimostrano che proteine e moto quotidiani possono prevenire l’insorgenza della sarcopenia che porta, nei casi più gravi alla disabilità. Bisogna però prestare attenzione all’origine della Carne. Cosa ha mangiato l’animale? Qual è stata la qualità della sua vita? Hanno prestato attenzione al suo “benessere” nel percorso della sua esistenza (dalla nascita alla morte)? Quindi “si” alla carne ma assicuriamoci che provenga da filiera certificata, che sia di qualità e che garantisca sostenibilità ambientale.