Ci sono storie romantiche che hanno un inizio e purtroppo anche una fine, stiamo parlando dell’unica macelleria dell’isola di Linosa, sorella più piccola di Lampedusa appartenente all’arcipelago delle Pelagie; un vero e proprio paradiso naturale dove risiedono poco più di quattrocento anime la cui fonte principale di reddito e di sostentamento è la pesca.
Ma sull’isola negli anni 80 Paolo Tuccio insieme alla moglie Maria Bonadonna aprirono una macelleria che permetteva agli abitanti di Linosa di mangiare la carne 365 giorni l’anno. Una scelta comunque molto rischiosa visto i pochi abitanti e i tempi di conservazione della carne in un’isola in cui giocoforza il pesce va per la maggiore. Quindi gli ordini della carne, che arrivava dalla terraferma, dovevano essere centellinati e quando la carne avanzava veniva mangiata in famiglia causando comunque perdite economiche.
Ma con questa attività la coppia ha cresciuto i tre figli facendoli studiare e dandogli un futuro. Il 31 dicembre del 2021 la storica macelleria ha però abbassato per sempre la saracinesca poiché per i titolari è giunto il momento di godersi la meritata pensione e i tre figli hanno deciso di non portare avanti l’attività di famiglia perché svolgono altre professioni.
Probabilmente a breve qualche supermercato dell’isola attrezzerà un banco frigo con carne preconfezionata ma per gli abitanti di Linosa non sarà più la stessa cosa.





