La scelta del governo nazionale ha davvero dell’incredibile. Da mesi in Italia sono in vigore forti restrizioni per limitare i contagi ma che hanno messo in ginocchio una fetta importante dell’economia in settori come la ristorazione e il turismo che negli ultimi anni hanno trainato il Pil nazionale. Restrizioni che sono state inasprite e che di fatto costringeranno l’intera nazione ad oltre due mesi di zona arancione e rossa, almeno fino a maggio, limitando le libertà dei cittadini che tranne per comprovate esigenze lavorative o di salute non potranno spostarsi dal proprio comune.

Una decisone che come detto ha bloccato il mondo della ristorazione che da mesi, tranne per sporadici periodi di aperture solo a pranzo, è costretta solo a fare vendita d’asporto, così come il settore turistico che ormai da ottobre è letteralmente fermo al palo. Ma quello che sorprende è che un governo votato alla prudenza, alle restrizioni e al coprifuoco in nome della salute dei cittadini permetterà a Pasqua di poter viaggiare all’estero per le vacanze pasquali. Una decisione che ha dell’incredibile visto che l’accelerazione dei contagi è avvenuta per vie delle varianti che sono arrivate proprio dall’estero.

Una scelta molto discutibile che potrebbe peggiorare il quadro epidemiologico e che inoltre danneggia gli imprenditori italiani nel campo della ristorazione e del turismo che non avranno la possibilità di lavorare poiché non è consentito andare al ristorante o spostarsi all’interno della propria regione o da una regione all’altra per le vacanze pasquali ma sarà consentito farlo all’estero.

“Gli alberghi e tutto il sistema dell’ospitalità italiana –ha riferito all’Ansa Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi– sono fermi da mesi, a causa del divieto di spostarsi da una regione all’altra. Non comprendiamo come sia possibile autorizzare i viaggi oltre confine e invece impedire quelli in Italia. Se è vero come è vero che le persone vaccinate o con tampone negativo sono a basso rischio di contagio allora questa logica deve essere applicata anche ai viaggi in Italia, così come alla possibilità di frequentare terme, impianti di risalita, riunioni, congressi e manifestazioni fieristiche. Federalberghi chiede che il governo adotti con urgenza un provvedimento per “liberare” le persone munite di certificazione attestante l’avvenuta vaccinazione o il risultato negativo di un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone non oltre le quarantotto ore precedenti il viaggio o il risultato di un test sierologico che dimostri di essere guariti dalla malattia.”

Commenta con Facebook